Trani, la perla dell’Adriatico inserita nella lista delle meraviglie italiane

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Trani è una meraviglia che si specchia sul mare, un suggestivo intreccio di vicoli lastricati dove sorgono botteghe artigianali, gallerie, ristorantini di pesce e scorci affascinanti. Oltre a questo, che di per sé già basterebbe, le maestose sagome della Cattedrale di San Nicola Pellegrino e del Castello Svevo regalano agli occhi una scenografia talmente impressionate da non sembrare reale.

La città, conosciuta anche come “la perla dell’Adriatico”, è conosciuta al mondo per la Cattedrale romanica (il piu’ bel romanico di Puglia) che si affaccia direttamente sul mare, per la produzione di un particolare tipo di marmo (la pietra di Trani), per la produzione del vino Moscato e per aver emanato il primo codice marittimo del mondo occidentale (gli Ordinamenta et consuetudo maris, nel 1063) quando era un importante scalo commerciale (fino al XVI secolo).

Cosa vedere

Il porto di Trani

Bellissimo e tranquillo, l’elegante Porto di Trani è il cuore della movida notturna e centro pulsante del paese. I colori dei pescherecci, la distesa di barche ormeggiate ed l’atmosfera suggestiva lo rendono il punto più caratteristico, simbolo di scambio culturale e centro economico. Ospita locali e ristoranti, bancarelle dove acquistare il pesce o gustare un calice di ottimo Moscato in riva al mare.

La Cattedrale di Trani

Principale monumento da vedere, la Cattedrale è una imponente costruzione sospesa sul mare dedicata a San Nicola Pellegrino.

La leggenda racconta che San Nicola Pellegrino, proveniente dal monastero di San Luca nella Focide, sbarcò a Trani dopo aver percorso la Grecia e la Dalmazia. A soli 18 anni, allo stremo delle forze, il pellegrino morì a Trani e, in seguito ai miracoli avvenuti dopo la sua morte, l’arcivescovo di Bisanzio lo proclamò Santo. A canonizzazione avvenuta, nel 1099 decise di costruire una chiesa in suo onore, sulle rovine della Chiesa di Santa Maria della Scala.

Questo è il luogo privilegiato dal quale ammirare la città: l’effetto cromatico bianco-rosato della pietra di Trani che si sovrappone all’azzurro del mare e del cielo che la circonda, rende il paesaggio straordinario. Al suo interno si trovano la torre campanaria, le cripte di San Nicola e Santa Maria e l’Ipogeo di San Leucio, posto sotto il livello principale.

Il centro storico

Il centro storico di Trani è una vera delizia per i cultori dell’arte: è un labirinto di vicoli stretti e tortuosi che ad ogni angolo nascondono dimore ottocentesche, chiese in stile gotico e romanico, botteghe tipiche e locali. Vicino al porto ed alla Cattedrale ci sono i palazzi nobiliari più belli di Trani. Questa passeggiata va fatta col naso all’insù: ogni vicolo regala l’emozione di vivere in quella che, un tempo, doveva essere la realtà della comunità ebraica di Trani.

La Torre dell’Orologio

La torre medievale è l’edificio più alto del centro storico dopo il campanile della Cattedrale. Venne fatta edificare dal Sindaco Spirito de Piczioni, nel 1473, attigua alla chiesa di San Donato. All’interno della torre venne collocato uno dei primi orologi meccanici del Regno di Napoli. La base della torre reca lo stemma originario della città. La torre è stata restaurata nel 1931, mentre l’orologio è stato ripristinato dopo anni di incuria solo nel 1994. Oggi la torre non è accessibile al pubblico.

La villa comunale

Il polmone verde di Trani è la sua villa comunale, ideale per una passeggiata all’ombra durante le calde giornate estive. Gironzolando tra i tanti sentieri pedonali affacciati sul mare, vedrete i pappagalli che vivono in libertà all’interno della villa, le tartarughe che sonnecchiano pacificamente nelle vasche delle fontane, la voliera con diverse specie di uccelli e l’acquario.

Il fortino di Sant’Antonio abate

Guardando il mare, alla sinistra della villa comunale, precisamente sul Molo di Sant’Antonio, troverete il Fortino di Trani edificato sulla preesistente chiesa di Sant’Antonio abate. Quest’opera difensiva è considerata il punto panoramico più bello della città, dal quale scattare delle fotografie mozzafiato: si vedono infatti le fronde dei tanti alberi, il mare turchese, il porto e il profilo dell’imponente Cattedrale di Trani.

Secondo la leggenda, un capitano di mare intorno all’anno 1000, fece un voto durante una tempesta: edificare una chiesa nel luogo ove fosse potuto giungere a terra sano e salvo. Il capitano, giunto a terra, mantenne la sua promessa e fece edificare la chiesa di Sant’Antonio abate.

Il castello Svevo

Il castello di Trani, una delle più belle fortificazioni fatte costruire da Federico II di Svevia nel 1230. Come per altri castelli, fu Carlo V nel XVI secolo a modificare la struttura della fortificazione, con l’innalzamento di due bastioni da utilizzare per la difesa della città con il supporto di armi da fuoco. Nel periodo estivo è veramente molto particolare la manifestazione storica che ricrea le atmosfere medievali al tempo del matrimonio di Manfredi, figlio di Federico II di Svevia, con la principessa Elena d’Epiro.

Come immaginerete anche questo castello ha il suo fantasma, si tratta di dama Armida.

La leggenda racconta che questa giovane e bella ragazza fu costretta dalla famiglia a sposare il signore del castello, un uomo buono e nobile. La ragazza però non lo amava e questa convivenza forzata era per lei causa di tristezza e dolore. Un giorno, Armida, conobbe un giovane cavaliere che risiedeva e prestava servizio a corte. I due divennero presto amanti ma i loro incontri segreti non passarono inosservati. Il signore del castello venne a sapere del loro amore e, in preda alla folle gelosia, pugnalò a morte il giovane cavaliere, imprigionò Armida in una cella del castello, dove la ragazza morì di dolore.

Da quel momento, il fantasma della donna dagli occhi di un azzurro penetrante e dai capelli lunghi e nerissimi vaga per il castello alla ricerca dell’amore perduto per il suo cavaliere.

Armida, stando alle segnalazioni, indossa un vestito grigio scuro ed evita il più possibile il contatto con l’uomo.

Dell’esistenza storica di questa donna, però, non c’è traccia. La storia ufficiale racconta di un’altra donna morta nel castello di Trani. Si tratta della contessa Sifridina di Caserta, tenuta prigioniera nelle segrete del castello dal 1268 al 1279 per aver cospirato contro i signori dell’epoca, gli Angioini. La dama, morta dopo 11 anni di prigionia, non avrebbe mai abbandonato il luogo.

I residenti sono molto affezionati al loro fantasma e sostengono che il poeta Torquato Tasso, nel poema epico “La Gerusalemme liberata” (completato dall’autore nel 1575), abbia preso spunto dalla triste storia della contessa Sifridina trasformando lo spettro della stessa in Armida.

La città di Trani vanta un gran numero di Chiese: cinque altomedievali (IV – X secolo), sei romaniche (XI – XII secolo), cinque del periodo angioino (XIII-XV secolo), quattro del XVI secolo, tre del XVIII secolo, due del XIX secolo e sette del XX secolo. Una in particolare vi consigliamo di vederla: la Chiesa di Ognissanti o dei Templari, è una chiesa romanica del XII secolo situata sulla riva del porto. La chiesa è anche detta “del Purgatorio”. La tradizione e la storiografia locale fanno riferimento a questa Chiesa come domus dell’Ordine Templare, costruita all’interno del loro Ospitale durante il periodo delle Crociate.

Oltre alle numerose Chiese, Trani offre molto altro da visitare, dipende dal tempo a disposizione.

Tra le architetture militari, oltre al Castello svevo e al Fortino di Sant’Antonio abate, ci sono: la Torre Barbinelli, situata in piazza Cesare Battisti. Fortificata dell XI secolo con scopi di avvistamento faceva parte del primo castello regio bizantino – normanno e la Porta Antica, delle quattro porte di accesso dell’antica cinta muraria, solo questa si conserva ancora oggi inglobata nei fabbricati (detta anche porta aurea).

Infine, se ancora vi rimante tempo, noi non ci siamo riusciti, ci sono ben 27 palazzi nobiliari da vedere!

Curiosità

La tradizione vuole che il nome di Trani sia legato all’eroe della mitologia greca Diomede, il cui figlio Tirreno avrebbe fondato la città (che in effetti in passato veniva indicata con il nome di Tirenum o Turenum). Tale ipotesi però è considerata poco probabile dagli studiosi moderni, i quali hanno formulato due ipotesi più convincenti. Una afferma che Trani possa essere la forma ridotta di Traiano (nome che potrebbe essere stato dato alla città in onore dell’omonimo imperatore), mentre l’altra (considerata la più verosimile) ritiene che l’origine del termine sia dal medievale trana (o traina) che indicava un’insenatura adatta alla pesca.

Siamo certi che Trani vi conquisterà!

English version

Trani, the pearl of the Adriatic in the list of Italy’s wonders

Trani is a jewel overlooking the sea, a suggestive labyrinth of cobbled alleys full of workshops, galleries, little fish restaurants and stunning views. In addition to this, which would already be enough, the great outline of the Cathedral of Saint Nicholas the Pilgrim and the Swabian Castle create such an impressive image to our eyes that it doesn’t even seem real.

The city, also known as “the pearl of the Adriatic”, is worldwide known for its Romanesque Cathedral (the most beautiful Romanesque example in Apulia) overlooking the sea, for a specific type of marble (the Trani stone), for the Moscato wine and for having issued the first maritime body of laws of the Western world (the Ordinamenta et consuetudo maris, in 1063) when the city used to be an important commercial port (up to the 16th century).

What to see

The port of Trani

Beautiful and quiet, the elegant Port of Trani is the heart of the nightlife and of the city itself. The colours of the fishing boats, the many docked watercrafts and the suggestive atmosphere make it a distinctive spot, a place of cultural and economic exchange. There are clubs and restaurants, stalls where you can buy fish or enjoy a glass of excellent Moscato by the sea.

Trani Cathedral

The Cathedral, the main monument to visit, is an imposing building right on the coast dedicated to Saint Nicholas the Pilgrim.

Legend has it that Saint Nicholas the Pilgrim came from the monastery of Hosios Loukas and reached Trani after travelling across Greece and Dalmatia. At the age of 18 and at the end of his tether, the pilgrim died in Trani. Due to the miracles that occurred after his death, he was declared a saint by the archbishop of Byzantium. In 1099, after his canonization, the archbishop decided to have a church built on the ruins of the Church of Santa Maria della Scala in his honour.

This is a great spot where to stop and look at the city: the white-pinkish optical phenomenon created by the Trani stone together with the blue of the sea and the sky surrounding it, makes the landscape amazing. Inside the cathedral there are the belltower, the crypts of St. Nicholas and St. Mary and the hypogeum of St. Leucius, which are located under the ground level.

The Historic Centre

Trani historic centre is a treasure for art lovers: it’s a maze of narrow and curvy alleys where 19th century houses, Gothic and Romanesque churches, traditional and local shops can be discovered at any corner. Not far away from the port and the Cathedral, there are the greatest noble palaces of Trani. These streets should be walked head up: every alley gives you the chance to experience what must have once been the life of the Jewish community in Trani.

The Clock Tower

The Medieval tower is the second tallest building in the old town after the cathedral bell tower. It was built by the mayor Spirito de Piczioni next to the church of San Donato, in 1473. The built-in clock is one of the first mechanical clocks produced in the Kingdom of Naples. On the base of the tower you’ll see the original coat of arms of the city. The tower was renovated in 1931, while the clock was restored only in 1994, after many years of neglect. Today the tower is not open to the public.

Town park

The green lung of Trani is its town park, the perfect place for a walk in the shade on hot summer days. Wandering through the many footpaths that overlook the sea, you can see parrots living free in these public gardens, turtles snoozing peacefully in the fountain tanks and also an aviary hosting different species of birds and an aquarium.

Fort of Saint Anthony Abbot

Looking at the sea, you’ll find the Fortino di Trani to the left of the town park, more precisely on the Saint Anthony dock. This defensive fort, built on the pre-existing church of Saint Anthony Abbot, is considered to be the most beautiful panoramic viewpoint in the city. Breathtaking pictures can be taken from here: you’ll see the branches of many trees, the turquoise blue sea, the port and the outline of the majestic Trani Cathedral.

Legend has it that around the year 1000 a captain made a vow during a thunderstorm: to build a church in the place where he could land safe and sound.  Approached the ashore, he kept his promise and had the church of Saint Anthony Abbot built right there.

The Swabian castle

The castle of Trani is among the most beautiful fortifications built by Frederick II of Swabia in 1230. As it happened with other castles, the structure of the fortification was later modified by Charles V in the 16th century. He had two bastions erected, as meant to protect the city together with the use of firearms. In summer an evocative reenactment of the wedding of Manfredi, son of Frederick II, and the princess Helen of Epirus recreates the medieval atmosphere of the time.

As you can imagine, this castle has its own ghost too, lady Armida.

According to ancient legend, this young and beautiful woman was forced by her family to marry the lord of the castle, who was a good and noble man. Nevertheless, the woman didn’t love him and that they had to live together brought her sadness and sorrow. One day Armida met a young knight who lived at the King’s court and was at his service. The two quickly  became lovers, but their secret encounters didn’t go unnoticed for a long time. The lord of the castle found out about their affair and, in the grip of jealousy, he stabbed the young knight to death. Then he locked Armida in a cell of the castle, where she died from sorrow.

From that moment on the ghost of the young woman with penetrating blue eyes and long, black hair wanders all over the castle searching for her lost love, her knight.

By all accounts Armida wears a dark gray dress and avoids close contact with people as far as possible.

In spite of that, no trace has been left of this woman real life. The official story involves another woman, who died in the castle of Trani. It’s Sifridina, Countess of Caserta, held prisoner in the dungeons of the castle from 1268 to 1279 due to conspiracy against the then lords, the Angevins. The lady, died after 11 years of prison, is said to have never left the castle.

Locals are attached to their ghost and state that the poet Torquato Tasso was inspired by the sad story of the countess Sifridina, whose spirit he turned into Armida in the epic poem “Jerusalem delivered” (finished by the author in 1575).

The city of Trani boasts a vast number of churches: five early Medieval churches (4th – 10th century), six Romanesque (11th – 12th century), five Angevin (13th-15th century), four from the 16th century, three from the 18th century, two from the 19th century and seven from the 20th century. We highly recommend that you visit especially one of these: the Church of All Saints or Templars, a 12th century Romanesque church located on the shore of the port. The church is also known as the church “of the purgatory”. Local traditions and historiography mention this church as the domus of the Knights Templar, built inside their Hospital in the Crusades time.

In addition to the many churches, Trani has so much more to offer, depending on the amount of time you’ll have.

The military architecture includes, together with the Swabian Castle and the Fort of Saint Anthony Abbot: the Barbinelli Tower, in Cesare Battisti square. Fortified in the 11th century as a watchtower, it was part of the first Byzantine-Norman royal castle; Porta Antica, the ancient gate (also known as the golden gate), the only one of the acces gates in the ancient city walls still preserved and today part of the buildings.

At last, if you still have some time left, there are 27 noble palaces to see – we couldn’t!

Interesting facts

According to tradition, the name of Trani is linked to Diomedes, a hero in Greek mythology, whose son Tyrrhenus is said to have founded the city (which in the past was actually called Tirenum or Turenum). Anyway this story looks unlikely to be accepted by modern scholars, who have developed two more persuasive hypotheses. One states that Trani may be an abbreviation for Traiano (a name that could have been given to the city in honour of the emperor of the same name), while the other (considered more plausible) claims that the origin of the term lies in the Medieval trana (or traina) which referred to a small bay where to go fishing.

We are sure Trani will win you over!

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