Trani è una meraviglia che si specchia sul mare, un suggestivo intreccio di vicoli lastricati dove sorgono botteghe artigianali, gallerie, ristorantini di pesce e scorci affascinanti. Oltre a questo, che di per sé già basterebbe, le maestose sagome della Cattedrale di San Nicola Pellegrino e del Castello Svevo regalano agli occhi una scenografia talmente impressionate da non sembrare reale.

La città, conosciuta anche come “la perla dell’Adriatico”, è conosciuta al mondo per la Cattedrale romanica (il piu’ bel romanico di Puglia) che si affaccia direttamente sul mare, per la produzione di un particolare tipo di marmo (la pietra di Trani), per la produzione del vino Moscato e per aver emanato il primo codice marittimo del mondo occidentale (gli Ordinamenta et consuetudo maris, nel 1063) quando era un importante scalo commerciale (fino al XVI secolo).

Cosa vedere

  1. Il porto di Trani
  2. La Cattedrale di Trani
  3. Il centro storico
  4. La Torre dell’Orologio
  5. La villa comunale
  6. Il fortino di Sant’Antonio abate
  7. Il castello Svevo
  8. Curiosità

1. Il porto di Trani

Bellissimo e tranquillo, l’elegante Porto di Trani è il cuore della movida notturna e centro pulsante del paese. I colori dei pescherecci, la distesa di barche ormeggiate ed l’atmosfera suggestiva lo rendono il punto più caratteristico, simbolo di scambio culturale e centro economico.

Ospita locali e ristoranti, bancarelle dove acquistare il pesce o gustare un calice di ottimo Moscato in riva al mare.


2. La Cattedrale di Trani

Principale monumento da vedere, la Cattedrale è una imponente costruzione sospesa sul mare dedicata a San Nicola Pellegrino.

La leggenda racconta che San Nicola Pellegrino, proveniente dal monastero di San Luca nella Focide, sbarcò a Trani dopo aver percorso la Grecia e la Dalmazia. A soli 18 anni, allo stremo delle forze, il pellegrino morì a Trani e, in seguito ai miracoli avvenuti dopo la sua morte, l’arcivescovo di Bisanzio lo proclamò Santo. A canonizzazione avvenuta, nel 1099 decise di costruire una chiesa in suo onore, sulle rovine della Chiesa di Santa Maria della Scala.

Questo è il luogo privilegiato dal quale ammirare la città: l’effetto cromatico bianco-rosato della pietra di Trani che si sovrappone all’azzurro del mare e del cielo che la circonda, rende il paesaggio straordinario. Al suo interno si trovano la torre campanaria, le cripte di San Nicola e Santa Maria e l’Ipogeo di San Leucio, posto sotto il livello principale.


3. Il centro storico

Il centro storico di Trani è una vera delizia per i cultori dell’arte: è un labirinto di vicoli stretti e tortuosi che ad ogni angolo nascondono dimore ottocentesche, chiese in stile gotico e romanico, botteghe tipiche e locali. Vicino al porto ed alla Cattedrale ci sono i palazzi nobiliari più belli di Trani.

Questa passeggiata va fatta col naso all’insù: ogni vicolo regala l’emozione di vivere in quella che, un tempo, doveva essere la realtà della comunità ebraica di Trani.


4. La Torre dell’Orologio

La torre medievale è l’edificio più alto del centro storico dopo il campanile della Cattedrale. Venne fatta edificare dal Sindaco Spirito de Piczioni, nel 1473, attigua alla chiesa di San Donato.

All’interno della torre venne collocato uno dei primi orologi meccanici del Regno di Napoli. La base della torre reca lo stemma originario della città. La torre è stata restaurata nel 1931, mentre l’orologio è stato ripristinato dopo anni di incuria solo nel 1994. Oggi la torre non è accessibile al pubblico.


5. La villa comunale

Il polmone verde di Trani è la sua villa comunale, ideale per una passeggiata all’ombra durante le calde giornate estive.

Gironzolando tra i tanti sentieri pedonali affacciati sul mare, vedrete i pappagalli che vivono in libertà all’interno della villa, le tartarughe che sonnecchiano pacificamente nelle vasche delle fontane, la voliera con diverse specie di uccelli e l’acquario.


6. Il fortino di Sant’Antonio abate

Guardando il mare, alla sinistra della villa comunale, precisamente sul Molo di Sant’Antonio, troverete il Fortino di Trani edificato sulla preesistente chiesa di Sant’Antonio abate.

Quest’opera difensiva è considerata il punto panoramico più bello della città, dal quale scattare delle fotografie mozzafiato: si vedono infatti le fronde dei tanti alberi, il mare turchese, il porto e il profilo dell’imponente Cattedrale di Trani.

Secondo la leggenda, un capitano di mare intorno all’anno 1000, fece un voto durante una tempesta: edificare una chiesa nel luogo ove fosse potuto giungere a terra sano e salvo. Il capitano, giunto a terra, mantenne la sua promessa e fece edificare la chiesa di Sant’Antonio abate.


7. Il castello Svevo

Il castello di Trani, una delle più belle fortificazioni fatte costruire da Federico II di Svevia nel 1230. Come per altri castelli, fu Carlo V nel XVI secolo a modificare la struttura della fortificazione, con l’innalzamento di due bastioni da utilizzare per la difesa della città con il supporto di armi da fuoco.

Nel periodo estivo è veramente molto particolare la manifestazione storica che ricrea le atmosfere medievali al tempo del matrimonio di Manfredi, figlio di Federico II di Svevia, con la principessa Elena d’Epiro.

Come immaginerete anche questo castello ha il suo fantasma, si tratta di dama Armida.

La leggenda racconta che questa giovane e bella ragazza fu costretta dalla famiglia a sposare il signore del castello, un uomo buono e nobile. La ragazza però non lo amava e questa convivenza forzata era per lei causa di tristezza e dolore. Un giorno, Armida, conobbe un giovane cavaliere che risiedeva e prestava servizio a corte. I due divennero presto amanti ma i loro incontri segreti non passarono inosservati. Il signore del castello venne a sapere del loro amore e, in preda alla folle gelosia, pugnalò a morte il giovane cavaliere, imprigionò Armida in una cella del castello, dove la ragazza morì di dolore.

Da quel momento, il fantasma della donna dagli occhi di un azzurro penetrante e dai capelli lunghi e nerissimi vaga per il castello alla ricerca dell’amore perduto per il suo cavaliere.

Armida, stando alle segnalazioni, indossa un vestito grigio scuro ed evita il più possibile il contatto con l’uomo.

Dell’esistenza storica di questa donna, però, non c’è traccia. La storia ufficiale racconta di un’altra donna morta nel castello di Trani. Si tratta della contessa Sifridina di Caserta, tenuta prigioniera nelle segrete del castello dal 1268 al 1279 per aver cospirato contro i signori dell’epoca, gli Angioini. La dama, morta dopo 11 anni di prigionia, non avrebbe mai abbandonato il luogo.

I residenti sono molto affezionati al loro fantasma e sostengono che il poeta Torquato Tasso, nel poema epico “La Gerusalemme liberata” (completato dall’autore nel 1575), abbia preso spunto dalla triste storia della contessa Sifridina trasformando lo spettro della stessa in Armida.

La città di Trani vanta un gran numero di Chiese: cinque altomedievali (IV – X secolo), sei romaniche (XI – XII secolo), cinque del periodo angioino (XIII-XV secolo), quattro del XVI secolo, tre del XVIII secolo, due del XIX secolo e sette del XX secolo.

Una in particolare vi consigliamo di vederla: la Chiesa di Ognissanti o dei Templari, è una chiesa romanica del XII secolo situata sulla riva del porto. La chiesa è anche detta “del Purgatorio”. La tradizione e la storiografia locale fanno riferimento a questa Chiesa come domus dell’Ordine Templare, costruita all’interno del loro Ospitale durante il periodo delle Crociate.

Oltre alle numerose Chiese, Trani offre molto altro da visitare, dipende dal tempo a disposizione.

Tra le architetture militari, oltre al Castello svevo e al Fortino di Sant’Antonio abate, ci sono: la Torre Barbinelli, situata in piazza Cesare Battisti. Fortificata dell XI secolo con scopi di avvistamento faceva parte del primo castello regio bizantino – normanno e la Porta Antica, delle quattro porte di accesso dell’antica cinta muraria, solo questa si conserva ancora oggi inglobata nei fabbricati (detta anche porta aurea).

Infine, se ancora vi rimante tempo, noi non ci siamo riusciti, ci sono ben 27 palazzi nobiliari da vedere!


Curiosità

La tradizione vuole che il nome di Trani sia legato all’eroe della mitologia greca Diomede, il cui figlio Tirreno avrebbe fondato la città (che in effetti in passato veniva indicata con il nome di Tirenum o Turenum).

Tale ipotesi però è considerata poco probabile dagli studiosi moderni, i quali hanno formulato due ipotesi più convincenti. Una afferma che Trani possa essere la forma ridotta di Traiano (nome che potrebbe essere stato dato alla città in onore dell’omonimo imperatore), mentre l’altra (considerata la più verosimile) ritiene che l’origine del termine sia dal medievale trana (o traina) che indicava un’insenatura adatta alla pesca.

Siamo certi che Trani vi conquisterà!

Ciao da Cris e Marco del blog in giro in giro

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