Due settimane di Pura Vida in Costa Rica “Fai da te”

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Introduzione

La Costa Rica è uno stato del Centro America, situata tra Nicaragua e Panamá, che affaccia sui Caraibi e sul Pacifico. La sua caratteristica è il territorio aspro attraversato dalla foresta pluviale e vanta il 5 per cento della biodiversità del mondo. Un vero tesoro naturale.

Modello di riferimento di pratiche sostenibili a livello globale e pioniere in questo campo, la Costa Rica, ha stabilito un nuovo importante record: ha prodotto il 99,35% di elettricità da fonti rinnovabili e entro il 2021 sarà il primo Paese plastic free al mondo.

Da due ricerche, una della New Economics Foundation di Londra, l’altra della Facoltà di sociologia dell’università di Rotterdam, emerge che al primo posto nella classifica dei paesi più felici al mondo c’è la Costa Rica. Il clima mite tutto l’anno, la natura preservata e incontaminata, il patrimonio immenso di biodiversità, sono sicuramente dei punti a favore nel decretare la felicità di questo luogo e della sua popolazione.

Con una democrazia stabile da 120 anni, la Costa Rica è un Paese in cui l’esercito è stato abolito dal 1948 e i fondi militari sono stati convogliati verso la cultura e la sanità. Un paese in cui istruzione e sanità sono gratuite e garantite.

Valuta

La valuta della Costa Rica è il colón. Il plurale è colones mentre il codice ISO 4217 per il CRC è 188 ed il suo simbolo è ₡. Il colón è diviso in 100 céntimos. Le monete in circolazione sono da 10, 25 e 50 céntimos (raramente usate a causa dell’inflazione), e 1, 2, 5, 10, 20, 25, 50, e 100 colones. La moneta da 20 colones è oramai introvabile. Tejas è un termine che nel linguaggio comune serve ad indicare la banconota da 100 colón, mentre le banconote da 1.000 e 5.000 colón sono chiamate rispettivamente rojo e tucán.

Il Colon è così chiamato in onore di Cristoforo Colombo, ma è solo a partire dal 1896, quando si promulgò la legge del talón de Oro, che il Colon è stato emanato come unità monetaria. Prima di questa data circolavano i Pesos. Le banconote dei colones sono considerate tra le 10 più belle del mondo.

Saluto nazionale

Pura vida” in Costa Rica è il saluto nazionale. Ci si saluta dicendosi “pura vida” come noi diciamo “buongiorno”, si risponde “pura vida” se qualcuno domanda “come va?” e ancora si usa “pura vida” come noi usiamo “arrivederci”.

Il significato di “pura vida” è molto vicino al “hakuna matata” (“non c’è problema”) keniota o al “mai ping rai” (“nessun problema, si vive lo stesso”) thailandese o ancora al “chi choen” (“qual è il problema?”) ladako. Queste due parole riassumono un’intera filosofia di vita e sono la testimonianza linguistica della calma e della gentilezza che appartengono a questo popolo, della semplicità e della modestia che li caratterizza, del loro saper prendere la vita senza ansie e senza fretta, senza arrabbiarsi né strepitare.

Il giorno dell’arrivo

Siamo arrivati all’aeroporto Internazionale Juan Santamaría in orario e prima di ogni cosa abbiamo ritirato l’auto a noleggio. Tra le formalità da sbrigare, come il controllo dei documenti, la verifica della copertura assicurativa e la cauzione da versare, abbiamo impiegato un paio d’ore circa. Abbiamo utilizzato la compagnia di noleggio auto Payless (EMEA) che è in aeroporto e ci siamo trovati bene. Indirizzo: 500 Mts East from Casino Fiesta, Rio Segundo, Alajuela, San José, Costa Rica. Telefono: +50624304647.

Una volta entrati in possesso dell’auto ci siamo avviati verso la capitale. La durata del tragitto dall’aeroporto al centro di San José varia notevolmente a seconda del traffico, nei giorni di punta per fare 17 km ci si può impiegare fino a un’ora e mezza di tempo. Il nostro volo è arrivato nel tardo pomeriggio e per andare all’hotel ci abbiamo impiegato un’ora circa.

L’hotel che abbiamo scelto per la prima notte è stato l’Hotel Tryp San Jose Sabana 3rd Av, 38th And 40th Street, San José Province, Paseo Colon, 01000, Costa Rica. Email: info@trypsabana.com – Telefono: +506 2547 2323. Ci siamo trovati benissimo, l’hotel è molto bello e pulito, il personale è stato disponibile e cortese, inoltre tutti parlano in inglese in modo impeccabile, oltre alla lingua locale, che è lo spagnolo.

Giorno 1 – San José

La prima tappa di ogni visita nella Capitale della Costa Rica, San José, non può che essere la centralissima Plaza de la Cultura, la grande e più importante piazza della città. Sebbene dal punto di vista architettonico non desti particolare stupore, è il luogo migliore per entrare in contatto con il popolo costaricense e vedere i josefini, gli abitanti di San José, che si incontrano e si divertono davanti ai numerosi artisti di strada che si riuniscono in piazza. La Plaza è il luogo più sicuro di tutta la città perchè è sorvegliata giorno e notte dal personale di sicurezza del grande Museo de Oro Precolombiano, che si trova esattamente sotto la piazza.

Il Museo de Oro Precolombiano è il più grande è importante museo della città e vale la pena vederlo. Nelle sue spettacolari sale è conservato un tesoro composto da oltre 1600 pezzi d’arte realizzati dalle popolazioni precolombiane che abitarono la Costa Rica tra il 500 a.C. e il 1500 d.C. Il museo permette di conoscere la storia di queste popolazioni, le loro usanze e la loro religione, con una particolare attenzione dedicata al periodo della conquista spagnola della regione.

L’ingresso al museo consente anche la visita alle collezioni numismatiche di epoca spagnola e alle mostre temporanee che si susseguono con cadenza regolare.

Dopo il museo abbiamo proseguito il tour verso il maestoso Teatro Nacional, sempre su Plaza de la Cultura, da molti considerato il più bel monumento di San José. Costruito nel corso del XIX, il teatro è un perfetto esempio dell’architettura neoclassica del Paese. Con un po’ di anticipo si riesce facilmente ad acquistare il biglietto per i suoi meravigliosi spettacoli e concerti, o in alternativa, si può prendere un ottimo caffè e un dolce nell’elegante bar del foyer, attenzione però, perchè non è economico.

Ci siamo poi spostati al Mercado Central di San José che è il più grande mercato della città. Fondato nel 1880, occupa un intero isolato su Avenida Central, a 250 metri a nord-ovest del Parque Central. Qui siamo entrati in contatto col lato più autentico di San José e dei suoi abitanti e dove si possono trovare tutti i prodotti tipici della Costa Rica in una vera esplosione di colori e profumi, inoltre è possibile assaggiare i deliziosi platani fritti della tradizione culinaria locale. Indirizzo: Mercado Central Av. Central, San José, Costa Rica.

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Nel pomeriggio siamo partiti per Alajuela che, da quello che avevamo letto, è uno dei posti dove è consigliato vivere ma a noi, onestamente, non ha entusiasmato. Il quartiere ci è apparso estremamente povero e trascurato.

L’hotel che abbiamo scelto per la seconda notte è stato l’Hotel Los Alemanes Calle de Chilamate, 20804 Alajuela, Costa Rica. Email: costarica@losalemanes.de – Telefono: +506 2458 3098. Abbiamo avuto delle difficoltà di comprensione perchè i proprietari, di nazionalità tedesca, che si sono trasferiti in questa località molti anni fa, parlano pochissime parole di inglese e di spagnolo. Di contro, il parco che circonda questo struttura è davvero molto bello. Abbiamo potuto ammirare scoiattoli e pappagalli giocare tra i rami degli alberi, fare un tuffo in piscina e goderci una meravigliosa e abbondante colazione nella veranda esterna la mattina successiva.

Giorno 2 – Volcan Poás e Volcan Arenal

Dopo la succulenta colazione siamo partiti per il Volcan Poás, uno stratovulcano di natura basaltica che raggiunge l’altezza di 2708 metri. Ai visitatori che decidono di avventurarsi intorno ai suoi crateri appare come un luogo magico e misterioso. Il Parco Nazionale del Volcan Poás è uno dei siti naturalistici più visitati del Paese, sia per la sua indiscussa bellezza sia per la sua facilità di accesso.

Seguendo una strada asfaltata siamo arrivati al Centro visitatori del parco, accessibile anche ai disabili, che si trova quasi in cima al vulcano. Qui è possibile conoscere la storia del vulcano e ricevere informazioni aggiornate sui processi geomorfologici che hanno modellato questa attrazione ecologica. Nel Centro visitatori è possibile anche prendere un caffè o fare uno spuntino, utilizzare i servizi igienici e fare un giretto nel museo dove sono illustrate le varie attrazioni del parco.

Una camminata di appena 15 minuti dal Centro visitatori e si è già al cratere principale del Volcan Poás, largo un chilometro e mezzo e caratterizzato da una piscina solforica da cui si levano gas solforosi, del tutto simili a geyser. Questi spruzzi arrivano anche a 250 metri di altezza sopra il livello del lago pluviale ma non costituiscono in nessuno modo un pericolo per i visitatori. Il cratere, infatti, si trova a 320 metri di profondità.

Per noi questo è stato un sogno che si è avverato perchè camminare su un vulcano attivo era nella nostra lista delle #100cosedafareprimadimorire 😀

Il Volcan Poás ha alle spalle una lunga storia di eruzioni che risalgono a undici milioni di anni fa. In tempi recenti le più importanti eruzioni vulcaniche furono quelle del 25 gennaio 1910 quando il vulcano emise circa 640mila tonnellate di cenere assieme a una colonna immensa di fumo e vapore. Altre eruzioni si sono verificate nel periodo compreso tra il 1952 ed il 1954, quando il vulcano sparse nelle zone circostanti rocce e lapilli. Ultimamente l’attività vulcanica del Poás sembra in calo, anche se nel 1989 il Parco Nazionale ha dovuto chiudere i battenti per un periodo a causa di emissioni solforose ritenute pericolose per le persone.

L’altro cratere del vulcano è chiamato Botos e, a differenza di quello principale, presenta un lago caratterizzato da acque fredde di un incredibile colore verde-blu. Per raggiungerlo si deve percorre il Botos Trail che permette di avvistare molte specie di uccelli. L’ultima eruzione del cratere Botos risale a circa 7mila anni fa. Il Lago Botos è collegato al Rio Angel e successivamente al grande Rio Sarapiqui.

Fatta eccezione per l’area intorno al cratere principale, il parco è ricco di una fitta vegetazione abitata da piccoli animali selvatici. Gli avvistamenti delle 79 specie di uccelli identificati all’interno della zona protetta tra cui il mitologico Quetzal splendete, il tucanetto smeraldo, il Guan nero, il colibrì ed il pettirosso americano sono alquanto comuni. Solo pochi grandi mammiferi si trovano all’interno del Parco Nazionale del Vulcano Poás. Il parco è invece abitato da molte piccole creature meno appariscenti come marmotte, coyote, conigli, scoiattoli, serpenti, rane e una pletora di insetti. Le diverse zone all’interno del Parco includono principalmente foresta pluviale, foresta pluviale di montagna e foresta di montagna umida.

Il periodo migliore per visitare il parco nazionale è tra gennaio ed aprile. Si devono prediligere le ore del mattino perchè meno nebbiose. Dicono che durante le giornate limpide sia possibile vedere sia l’Oceano Pacifico che il Mar dei Caraibi ma noi non abbiamo avuto questa fortuna. Nei fine settimana il parco è affollato di turisti quindi è consigliabile visitarlo durante la settimana. Attenzione: il parco è aperto dalle ore 7.00 alle 13.20.

Una volta finita l’escursione al vulcano, ci siamo spostati verso il Volcan Arenal ed abbiamo pranzato lungo la strada al ristorante El Sabor de la Montana dove abbiamo mangiato piatti tipici buonissimi ad un costo onesto.

L’hotel che abbiamo scelto per la terza notte è stato la Cabinas Los Tucanes Affittacamere 500 metros sur de la Escuela El Castillo, 21007 El Castillo de La Fortuna, Costa Rica. Email: info@arenalcabinaslostucanes.com – Telefono: +506 2479 1145.

Abbiamo scelto questo hotel per la vista dal lago sul Vulcano perché è consigliato vedere il vulcano di notte in quanto sono frequenti le esplosioni di lava. Non siamo riusciti a stare svegli tutta la notte ma la mattina successiva ci siamo alzati alle 5.30 e l’Arenal ci ha regalato un meraviglioso panorama dalla terrazza che fa da copertura alle parti sottostanti della Cabinas Los Tucanes.

Giorno 3 – Volcano Tenorio National Park Rio Celeste

Dopo aver ammirato lo spettacolo regalato dal Volcan Arenal e dopo aver fatto un’ottima colazione, siamo partiti per la visita al Tenorio Volcano National Park Rio Celeste il cui parco chiude alle 14:00.

Il Rio Celeste è collocato nel Parco Nazionale Volcán Tenorio, istituito nel 1976, ricco di una grande quantità e gamma di flora e fauna, tra cui il puma e l’amichevole scimmia cappuccina, il parco vanta quattro vulcani e due crateri ma la sua attrazione principale è, appunto, il Rio Celeste.

Il colore dell’acqua è effettivamente bella come si vede in tutte le foto, talmente bella che sembra artefatta, la tentazione è quella di fare una nuotata nel fiume blu ma, purtroppo, non è consentito per preservarne le caratteristiche e permettere anche ai turisti del futuro di ammirare questa incredibile bellezza e particolarità della natura. Si potrebbe pensare che della Costa Rica tutto si sia scoperto, ma in realtà questo piccolo Paese del Centro America è ancora pieno di sorprese e misteri della natura. Uno di questi misteri in Costa Rica è il Rio Celeste, vero e proprio miracolo della natura. Quest’area di conservazione nella regione di Guanacaste, dal 1999, è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Il bellissimo fiume e la cascata, sembrano usciti da un quadro, l’acqua di questo fiume ad un certo punto si incrocia e di colpo diventa incredibilmente azzurra, ne rimarrete incantati tanto quanto noi, ne siamo certi 😍

La leggenda racconta che la tonalità quasi surreale del Rio Celeste è il risultato di Dio che lavò i pennelli lì, dopo aver tinto il cielo di blu.

Secondo gli scienziati della Universidad de Costa Rica, la tonalità blu incredibile del Rio Celeste non è un fenomeno chimico, bensì ottico. Gli scienziati hanno scoperto uno strato di sostanza biancastra che copre le rocce in fondo del Rio Celeste, composto da alluminio, silicio e ossigeno; questa sostanza è responsabile nel riflettere la luce del sole in acqua, dando al fiume il colore blu che lo rende così speciale ai nostri occhi.

Mettete in conto che vi ci vorranno almeno tre ore per vedere tutti i luoghi legati al Rio Celeste, questo se avete un andamento sostenuto, se invece desiderate fare una passeggiata tranquilla, che consente di osservare in silenzio i deliziosi animaletti presenti, allora le ore aumenteranno di conseguenza.

Il parco e il Rio Celeste si trovano al nord della Costa Rica, in una regione remota e poco popolata del paese, i bus sono rari e non portano direttamente al parco, quindi è necessario noleggiare una macchina o partecipare ad un tour organizzato per raggiungere questo posto.

A fine visita abbiamo pranzato al ristorante pub nel piazzale del Centro Visitatori del parco. Una buona scelta con costi normali per il posto.

Dopo pranzo siamo partiti per Monteverde, dove abbiamo cenato al ristorante nella piazza che si chiama Tree House Restaurante & Cafe e si trova nella strada principale di fronte alla Catholic Church. La particolarità di questo ristorante è che è stato costruito intorno ad un albero bellissimo. Cena ottima, pietanza squisite, prezzo onesto. Unica pecca: abbiamo atteso tantissimo perchè c’era davvero molta gente.

L’hotel che abbiamo scelto per questa località è stato El Sueño B&B, Santa Elena, 51004 Monteverde Costa Rica, Costa Rica. Email: hotelelsuenocr@gmail.com – Telefono: +506 2645 5021. La struttura è particolare, una costruzione tutta in legno ed il personale è gentile. Anche le camere sono tutte in legno e abbastanza pulite. Purtroppo il bagno in camera era veramente molto piccolo e datato, il lavandino ci sembrava adatto ai 7 nani. La colazione è stata abbondante e molto buona.

Giorno 4 – Foresta nebulare di Monteverde

I venti caldi ed umidi dei Caraibi soffiano sui pendii della Cordillera de Tilaran e si condensano in nuvole, creando il caratteristico habitat della Reserva Biologica Bosque Nuboso Monteverde, una tipica foresta nebulare della Costa Rica. La riserva di Monteverde si estende per 10.500 ettari (26.000 acri) con dislivelli che vanno dai 600 ai 1800 metri sul livello del mare. La riserva prende il nome dalla vicina cittadina di Monteverde ed è stata fondata nel 1972 da George e Harriet Powell, per preservare la sua biodiversità. In quegli anni infatti, abusivi e cacciatori, mettevano a rischio l’integrità della straordinaria ricchezza biologica della zona.

Le fitte nebbie che dominano tutta la riserva creano un ambiente suggestivo e davvero unico. Siamo stati catapultati in una foresta magica. Attraverso i sentieri che si addentrano nella foresta è possibile venire a contatto con una natura unica e primordiale. Vi assicuriamo che, mentre camminerete in questa giungla, vi verrà spontaneo cercare Tarzan che vola tra le liane!

Questi sentieri, ben segnalati, sono mantenuti in ottimo stato. Qualche problema può essere riscontrato durante la stagione delle piogge quando diventano fangosi e difficili da praticare. Durante la passeggiata avrete la possibilità di camminare sopra i famosi e suggestivi ponti sospesi di cui la Costa Rica è piena.

Questa esperienza, assieme al vulcano attivo, è stata l’altra parte del sogno che si è avverato perchè camminare sopra ad uno dei famosi ponti sospesi della Costa Rica era nella nostra lista delle #100cosedafareprimadimorire 😀

Nella riserva vivono oltre 161 specie di anfibi e rettili ed è conosciuta nel mondo per essere stata l’unico habitat nel mondo del rospo dorato, una specie dichiarata estinta nel 2004, ma qui avvistata per l’ultima volta nel 1989. 91 specie di uccelli migratori di lunga distanza passano attraverso Monteverde durante la loro migrazione dopo essersi riprodotti in Nord America. Anche il Quetzal splendente, l’uccello dei Maya, vive in questa riserva ed è riconoscibile grazie al suo piumaggio sgargiante dai riflessi verdi ed il ciuffo di penne sul capo. La fauna di mammiferi che vivono a Monteverde comprende marsupiali, conigli, scoiattoli, primati, cervi, cinghiali, tapiri, pipistrelli e felini.

A fine visita abbiamo pranzato al ristorante self service del Centro Visitatori del parco. Anche in questo caso una buona scelta di cibi con costi normali per il posto.

Ci siamo poi diretti verso Playa Samara dove ci siamo fermati per tre notti. Abbiamo dormito presso la Locanda Samara Beach, 300 metr. Este de la Policia, Playa Samara, Nicoya, Guanacaste, Costa Rica. Email info@locandasamarabeach.com – Telefono. +506 26560036. Il gestore di questa locanda è un italiano che si è trasferito già da molti anni a Playa Samara. Questo posto è davvero molto bello, elegante e perfetto per ricaricare corpo e anima.

Dal 5° al 7° giorno – Playa Samara

Tre giorni di libertà totale sulla spiaggia definita una tra le più belle della Costa Rica, necessari per riprenderci dalle tante escursioni fatte e dai tragitti effettuati in macchina.

Playa Sàmara e Playa Nosara sono le spiagge per surfisti. Una distesa di sabbia bianca, acqua caldissima e uno strato di vegetazione subito dopo la sabbia. Il bello è anche questo, fortunatamente lo Stato non permette la costruzione sul litorale. Questa spiaggia va bene per tutti, per il serfista e per noi che facciamo un semplice bagno. Il villaggio di Sàmara è animato da negozi di souvenir e tanti piccoli ristoranti lungo la spiaggia dove si mangia davvero molto bene.

Giorno 8 – Trasferimento

Questo è stato un giorno di trasferimento. Dopo aver fatto colazione ed un veloce tuffo in piscina, siamo partiti per Quepos che è una cittadina vicino al Parco Nazionale di Manuel Antonio. Siamo arrivati a Quepos nel pomeriggio e questo ci ha lasciato il tempo di fare una passeggiata ed un bel bagno in piscina.

L’hotel che abbiamo scelto per dormire in questa località è stato il Serenity Boutique Hotel, 25 Metres West from Banco Nacional, Puntarenas, Quepos, Costa Rica. Email reservations@serenityhotelcostarica.com – Telefono. +506 2777 0572. Anche questo carino, niente di che, ma pulito. Una stanza abbiamo chiesto di cambiarla perchè non aveva nemmeno una finestra.

Abbiamo cenato in un ristorante all’aperto proprio dietro all’hotel. Mangiato bene con costi accettabili.

Giorno 9 – Parco Nazionale di Manuel Antonio

Al mattino siamo partiti per la visita al Parco Nazionale Manuel Antonio. L’arrivo è stato un tantino traumatico, una quantità esagerata di parcheggiatori abusivi ci ha bloccati costantemente. Hanno dei tesserini falsi e si piazzano in mezzo alla strada dicendo che non è possibile salire fino all’entrata. Non è vero. Andate avanti perchè il parcheggio ufficiale del Parco è proprio davanti all’ingresso.

Di tutta la Costa Rica, il Parco Nazionale Manuel Antonio è il più visitato. Ogni anno centinaia di migliaia di turisti arrivano per visitare quello che è, a tutti gli effetti, un vero e proprio paradiso. È una delle riserve più famose della Costa Rica che si affaccia sull’Oceano Pacifico. È uno dei luoghi dove è più facile vedere i dolcissimi bradipi. Il parco ospita oltre 350 specie di uccelli, 109 di mammiferi e 346 di piante. I suoi sentieri sono un inno alla fauna e alla flora più belle e conducono a magnifiche spiagge che si trovano proprio all’interno del Parco e che sono accessibili solo a chi lo visita, qui è anche possibile fare snorkeling.

Di tutte le spiagge, la più bella è la Playa Manuel Antonio. Una spiaggia selvaggia, lunga quasi un chilometro e delineata dalle palme, in cui è possibile imbattersi in bradipi e scimmie urlatrici, con la vegetazione lussureggiante da un lato e una romantica baia dall’altro.

In realtà, del Parco Nazionale Manuel Antonio è straordinario in ogni angolo. A 132 km dalla capitale della Costa Rica, San José, è famoso in tutto il mondo non soltanto per le spiagge bianchissime, ma anche per la ricca foresta dove incontrare angoli incantevoli fatti di pozze e cascate, di giungla e di sentieri immersi nella vegetazione tropicale e per i tantissimi animali autoctoni che lo popolano.

Se non tenete gli occhi all’insù non riuscirete a scorgere i simpaticissimi bradipi avvinghiati ai rami degli alberi altissimi, ad avvistare tucani, camaleonti, raganelle, le celebri rane dagli occhi rossi ed i serpenti dai colori vivaci.

Il Parco Nazionale Manuel Antonio è nato nel 1972, quando il Paese ha deciso di preservare e di regalare alle generazioni future uno degli ecosistemi più belli al mondo. E, seppure sia il parco più piccolo del Paese, è anche il più bello. Il merito va alla combinazione tra foresta pluviale, spiagge e barriera corallina.

Nel Parco Nazionale Manuel Antonio, nella foresta pluviale della Costa Rica, c’è un centro per la cura dei bradipi abbandonati. Oltre a nutrire, curare e rendere indipendenti gli animali ancora indifesi, il centro si occupa della ricerca e diffusione delle informazioni su questi mammiferi tipici della foresta pluviale. I mammiferi vivono in America Centrale e del Sud, non sono scimmie, come i più potrebbero pensare, ma sono i più lontani parenti del formichiere e dell’armadillo. E’ famoso per la sua lentezza infatti si muove a una velocità massima di circa 0,24 km all’ora. Il centro si chiama The Sloth Institute (Sloth tradotto significa “piede lento” che è appunto il Bradipo) ed è possibile adottare a distanza un Bradipo.

A fine visita abbiamo pranzato lungo la strada per Uvita. A Uvita abbiamo scelto un hotel vicino alla Playa Marino Ballena. Il nome è Hotel Nido del Halcon, Rd to Playa La Colonia, Puntarenas Province, Uvita, Costa Rica. Email info@hotelnidodelhalcon.com – Telefono: +506 2743 8373. Anche in questo posto ci siamo trovati bene: camere in ordine e pulite, ristorante ottimo dove abbiamo sempre cenato, piscina bella grande, dove siamo stati costantemente dato il caldo del periodo. In questa località siamo rimasti due giorni con l’obiettivo di fare due cose in particolare: andare a piedi lungo la spiaggia fino alla punta di Marino Ballena e andare a visitare la Reserva Playa Tortuga.

Giorno 10 – Marino Ballena

Uno dei due giorni lo abbiamo dedicato ad una lunga passeggiata sulla spiaggia fino ad arrivare alla punta di Marino Ballena. Questo straordinario parco marino è stato istituito per la salvaguardia dei coralli e delle barriere coralline che circondano diverse isole al largo della costa, ed è stato dichiarato parco nazionale nel 1989 per proteggere le creature che emigrarono per la riproduzione e l’alimentazione.

Il suo nome deriva non soltanto dalle balene megattere che vengono qui a riprodursi, ma anche dalla “Coda di Balena” di Punta Uvita, una caratteristica lingua di sabbia che si estende all’interno di una barriera di roccia che, con la bassa marea, sembra proprio la coda di una balena.

Il Parque Nacional Marino Ballena contiene la più grande barriera corallina sul lato del Pacifico dell’America Centrale. Nonostante le dimensioni limitate, la riserva riveste una notevole importanza, soprattutto perché protegge le balene che vi transitano lungo le rotte migratorie, ma anche per le colonie di delfini e per le tartarughe di mare che vengono qui a nidificare, nonché per le colonie di uccelli marini e le diverse specie di rettili terresti. Pur essendo raramente compreso nei classici itinerari dei turisti che visitano la costa, può essere una destinazione estremamente gratificate per gli appassionati della vita da spiaggia, e per gli amanti della natura e degli animali.

All’estremità nord del parco si trova Uvita, una piccola comunità con bellissime spiagge e l’acqua incredibilmente chiara-blu. Playa Uvita è un buon posto per andare a cavallo, fare immersioni subacquee, nuotare o semplicemente fare una passeggiata sulla sua spiaggia di sabbia pulita. La spiaggia si trova all’interno dell’area protetta del parco, la caccia alla vita marina è severamente proibita. Snorkeling e immersioni subacquee sono attività preferite come lo sono le visite alle mangrovie dove iguane marine verdi, e le tartarughe marine Olive Ridley e Hawksbill si riuniscono. Le gite in barca offrono un’eccellente opportunità di osservare una pletora di vita marina e di esplorare il fondo dell’oceano.

Giorno 11 – Reserva Playa Tortuga†††

La Reserva Playa Tortuga è un centro di ricerca e di educazione biologica senza fini di lucro formato nel 2009 da membri della comunità “scienziati cittadini” e scienziati che si occupano di ricerca e conservazione, nonché a promuovere una cultura di conservazione ambientale nelle aree influenzate dalle zone umide nazionali del bacino di Terraba-Sierpe. Reserva Playa Tortuga è impegnata nello sviluppo e nell’implementazione di progetti e soluzioni di gestione della conservazione, utilizzando le best practices della ricerca scientifica.

Per visitare la riserva, che non è aperta al pubblico, è necessario effettuare una prenotazione in anticipo scrivendo una Email a rptojochal@gmail.com e specificando la data, l’orario ed il numero di partecipanti al tour. L’indirizzo per raggiungere la riserva è Reserva Playa Tortuga, Centro Científico de Investigación y Conservación, Ojochal de Osa, Puerto Cortés, Puntarenas, Costa Rica. Telefono: +506 2786 5200, pagina web www.reservaplayatortuga.org

La visita alla riserva è ammessa esclusivamente con la guida e non ha un costo preciso, è richiesta una donazione da effettuare al termine dell’escursione. Una nota importante: munitevi di un forte repellente perchè sarete mangiati vivi dalle zanzare.

Giorno 12 – Cartago, l’antica capitale

La mattina del dodicesimo giorno siamo partiti per la città di Cartago, antica capitale della Costa Rica. Questo tragitto è stato il più faticoso in assoluto perchè abbiamo volutamente attraversato in vetta la Cordigliera di Talamanca, una catena montuosa della Costa Rica che raggiunge i 3.820 metri che è anche la più alta vetta del paese. Abbiamo sofferto un po’ tutti l’altitudine con improvvisi mal di testa ma ne è decisamente valsa la pena per i paesaggi che abbiamo visto.

Cartago è situata alla base del Vulcano Irazù ed è stata fino al 1832 la capitale della Costa Rica. La città assunse il ruolo di capitale coloniale nel 1561, quando i conquistadores spagnoli decisero di spostarsi dalla costa atlantica verso l’entroterra. Da sempre ritenuta una delle più belle città coloniali spagnole in Costa Rica, ancora oggi Cartago mantiene intatto il suo fascino. Oltre alle bellezze naturali della zona, la città di Cartago è una meta turistica fondamentale per la sua ricca storia.

Uno degli edifici storici più conosciuti di Cartago sono le Ruinas de Santiago Apóstol. La chiesa, del 1635 è stata costruita in onore del patrono della Spagna, nel corso dei secoli ha subito molti danni a causa dei terremoti che hanno colpito la regione e dopo diversi tentativi di ricostruzione è stata abbandonata nel 1910. Oggi le rovine della chiesa, peraltro ben tenute, fanno bella mostra di sé nel parco pubblico cittadino e sono diventate Monumento nazionale.

Aleggia una leggenda su queste rovine: si narra che il fantasma di un sacerdote senza testa vaghi tra le rovine di Santiago Apóstol senza riuscire a trovare il giusto riposo.

Un importante luogo di pellegrinaggio a Cartago è la Basílica de Nuestra Señora de los Ángeles con le sue meravigliose vetrate dipinte. All’interno della Basilica si trova la statua della Vergine Nera, chiamata da tutti La Negrita. Ogni agosto milioni di Ticos (i nativi della Costa Rica) vengono da tutto il paese a pregare qui.

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Dopo aver visitato Cartago abbiamo pranzato in un pub e poi ci siamo avviati in direzione del Vulcano Irazù dove abbiamo scelto l’alloggio Posada Rural Casa Aquiares, 200m sur del polideportivo de Aquiares, Provincia di Cartago, Turrialba, 30501, Costa Rica. Email casaaquiareslodge@gmail.com – Telefono: +506 2556 7501. Onestamente in questo posto non ci siamo trovati bene. Le camere erano sporche, le formiche camminavano indisturbate sulle lenzuola dei letti, la cucina ed i bagni li abbiamo dovuti pulire e la piscina era senz’acqua. Il personale non parla inglese ed è stato faticoso anche il pagamento. In compenso si sono fatti perdonare con una colazione fantastica. Un vero peccato perchè il posto è una meraviglia, una veranda esterna incredibile, il giardino ha migliaia di farfalle bellissime e nel retro ci sono le piante di ananas da poter raccogliere e mangiare. Basterebbe davvero poco per rendere irresistibile questa struttura.

Giorno 13 – Volcán Irazú

Dopo la colazione siamo partiti per l’ascensione al cratere del Vulcano Irazú che può essere fatta sia in macchina sia a piedi. E’ necessario affrontare questa escursione portando con sé qualche indumento pesante dato che le temperature a queste altitudini possono abbassarsi improvvisamente ed in modo repentino. La strada che si percorre per raggiungere il cratere è una delle più suggestive del mondo, caratterizzata da un paesaggio lunare da togliere il fiato.

Data l’attività vulcanica passata, la flora e la fauna sono quelle che ci si aspetta dalle zone vulcaniche. Attorno ai crateri si estende una bassa vegetazione caratterizzata da piante di mirto, Gunnera insignis e cespugli dai vistosi fiori gialli. La fauna sulla vetta del Vulcano Irazù è abbastanza scarsa ma si possono incontrare ugualmente conigli, scoiattoli, istrici, picchi ghianda e tordi.

L’Irazú è a 3.432 metri sul livello del mare, infatti è il più alto vulcano della Costa Rica ed è anche uno dei più attivi. Ricordate che il momento migliore per visitare il parco va da marzo ad aprile.

Dopo l’escursione al Vulcano Irazù siamo partiti per ritornare a San José ed abbiamo pranzato lungo il tragitto. A San José siamo tornati al primo hotel che avevamo scelto, l’Hotel Tryp San Jose Sabana 3rd Av, 38th And 40th Street, San José Province, Paseo Colon, 01000, Costa Rica. Email: info@trypsabana.com – Telefono: +506 2547 2323.

Giorno 14 – San José

L’ultimo giorno in Costa Rica, polmone di ossigeno del mondo, ci siamo alzati pensando di andare a vedere il Museo della Giada, che ospita una meravigliosa collezione di reperti precolombiani realizzati in giada e in altre pietre preziose che mostrano l’incredibile livello di abilità che gli artigiani di queste antiche civiltà avevano raggiunto ed il Museo nazionale della Costa Rica, che con le sue vaste collezioni ripercorre l’intera storia della regione, dalle prime testimonianze della presenza umana fino alle vicende che portarono all’indipendenza nazionale nel 1823.

Non abbiamo fatto nulla di tutto questo. Siamo ritornati al Mercado Central di San José dove abbiamo speso tutti i colones rimasti per acquistare dei regalini da portare ad amici e parenti. Il ricordino che abbiamo preso per noi è stato un adesivo da attaccare alla macchina dove c’è l’immagine di un Bradipo con sotto scritto “0.01 KPH”. Troppo divertente! 😂

Poi, dopo pranzo, ci siamo avviati all’aeroporto Internazionale Juan Santamaría per restituire la macchina ed aspettare la partenza del volo di rientro.

Costi

Conclusioni

La Costa Rica è un bel paese, gli abitanti sono cordiali e disponibili, questo non significa che siano tutti onesti: fate attenzione quando pagate in contanti e vi danno il resto, in particolar modo se pagate in dollari americani e vi danno il resto in colones.

Girate senza avere oro o preziosi addosso e non avventuratevi da soli di notte in posti sperduti.

Non aspettatevi di trovare spiagge paradisiache (quelle che abbiamo visto noi non lo erano), belle ma non speciali, considerate però che noi non siamo stati nella parte del Mar dei Caraibi.

La natura con i relativi parchi sono l’attrattiva principale e ne vale la pena, sembra di essere in un film per quanto sono surreali.

Non abbiamo mai avuto problemi, a parte un tentato furto degli zaini da parte delle dispettose scimmiette di Manuel Antonio (fate attenzione perchè sono tremende) ed il gruppo di parcheggiatori abusivi, sempre a Manuel Antonio, che ci hanno bloccati mostrandoci dei tesserini falsi. Ricordate di ignorarli e proseguire fino al parcheggio ufficiale del Parco che è proprio davanti all’ingresso.

Abbiamo sempre trovato tutto quello che ci serviva, anche in farmacia.

Le strutture alberghiere sono po’ care rispetto ai servizi che offrono, ma questa è la nostra opinione personale.

Possiamo dire che è stato un bel viaggio, molto faticoso, ma ci ha ripagato con tutto il bello che abbiamo potuto vedere, non ultimo il panorama visto dall’aereo durante il volo di rientro a casa.

Infine, se siete alla ricerca di relax, questo viaggio non fa per voi, è un posto dove sarebbe un peccato non girare (noi abbiamo fatto poco meno di 1.300km), osservare e camminare.

Percorso effettuato in auto

Se desiderate vedere tutte le foto che abbiamo scattato in Costa Rica usate questi hashtag: #ingiroingiro #costarica #caribe

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English version

Two weeks of Pura Vida in Costa Rica “Do It Yourself”

Introduction

Costa Rica is a Central American country between Nicaragua and Panamá, with coastlines on the Caribbean Sea and Pacific Ocean. It’s known for its rugged soil covered by the rainforest and it boasts 5% of the entire world’s biodiversity. A real nature treasure.

Role model for sustainable practices on a global scale and a pioneer in this field, Costa Rica set a new, influential record: it has produced 99,35% of its electricity from renewable sources and by 2021 it will be the first plastic-free country in the world.

Two researches, one from the New Economics Foundation of London and the other by the Faculty of Sociology of the University of Rotterdam, demonstrate that Costa Rica ranks first among the happiest countries in the world. The mild weather all year round, the protected and unpolluted nature and the rich natural heritage surely play a positive role in asserting this place and its population happiness.

Thanks to 120 years of stable democracy, Costa Rica abolished its army in 1948 and the military budget has been divested into culture and health. This is a country where education and healthcare are free and guaranteed.

Currency

Costa Rica‘s currency is the colón. The plural of colón is colones, while the ISO-4217 code number for CRC is 188 and its symbol is ₡. The colón is subdivided into 100 céntimos. The circulating coins are in denominations of 10, 25 and 50 céntimos (rarely used due to inflation) and of 1, 2, 5, 10, 20, 25, 50 and 100 colones. The 20 colones coin is extremely rare by now. Tejas is a word used in everyday language to refer to the 100 colón banknote, while the 1.000 and 5.000 colón notes are called rojo and tucán.

Colón is named after Christopher Columbus, but it became the single Costa Rican currency only in1896, when the talón de Oro law was enacted. Before this date Pesos were the local currency. The colones are considered among the 10 most beautiful currencies in the world.

The national greeting

Pura vida” in Costa Rica is the national greeting. They use pura vida as we say “good morning”, as an answer to “how are you?” and even to say “goodbye”.

The meaning of “pura vida” is very close to the Kenyan “hakuna matata” (“no problem”), to the Thai “mai ping rai” (“no problem, life goes on anyway”) or to the Ladakhi “chi choen” (“what’s the matter?”). These two words summarise a whole attitude towards life and offer a linguistic evidence of the calmness and kindness of this community, of their naturalness and modesty, of the way they take it easy without any anxiety or haste, without fussing and fighting.

Day of arrival

We arrived to Juan Santamaria International Airport on time and first of all we picked up our rental car. Due to all the formalities we had to take care of, such as showing our IDs, checking the car insurance and paying a deposit, it took about a couple of hours. The car rental company we opted for is Payless (EMEA), which is located inside the airport and we have been very satisfied with it. Address: 500 Mts East from Casino Fiesta, Rio Segundo, Alajuela, San Jose, Costa Rica. Telefono: +50624304647.

Once we got the car, we headed towards the capital. The amount of time needed to reach the centre of San José from the airport changes considerably according to the traffic. On peak traffic days it can take up to an hour and a half to drive 17 km. Our flight landed in the late afternoon and it took us about an hour to reach the hotel.

The hotel we chose for the first night was the Hotel Tryp San Jose Sabana 3rd Av, 38th And 40th Street, San José Province, Paseo Colon, 01000, Costa Rica. Email: info@trypsabana.com – Telephone: +506 2547 2323. We have been really happy about this choice. The hotel was very beautiful and clean, the staff friendly and kind and everyone spoke fluently English, beyond Spanish, the local language.

Day 1 – San José

The first stop-over of any visit to the capital of Costa Rica, San José, must be at the central Plaza de la Cultura, the main, largest square in the city. Even if not astonishing by an architectural point of view, it’s the best place to get in touch with Costa Rican people and to see Josefinos, the inhabitants of San José, meet and have fun together with the street artists who gather in that square. The Plaza is the safest place in the entire city, since it’s kept under watch day and night by the security guard of the Pre-Columbian Gold Museum (Museo de Oro Precolombiano), located exactly under the square.

The Pre-Columbian Gold Museum (Museo de Oro Precolombiano) is the largest and most important museum in the city and it’s worth a visit. In its magnificent rooms there is a treasure consistingof more than 1600 artifacts of Pre-Columbian inhabitants of Costa Rica, dated betwen 500 BC and 1500 AD. The museum gives us the chance to learn about their history, their traditions and religion, paying specific attention to the Spanish conquest of the region.

The entrance to the museum includes a visit to the numismatic collections from the Spanish age and to any temporary exhibitions, which follow one another regularly.

After the museum we continued our tour to the majestic Teatro National, which is also on Plaza de la Cultura, considered by many to be the most beautiful monument in San José. Built during the 19th century, the theatre is a perfect model of the country’s neoclassical architecture. Tickets for great shows and concerts can be bought in advance. If not, you can just have an excellent coffee or a dessert in the elegant coffee bar in the foyer. Be careful, it isn’t cheap at all.

We then moved to Mercado Central di San José, which is the largest market in the city. Established in 1880, it occupies an entire block on Avenida Central, 250m northwest of the Parque Central. Here we came into contact with the most authentic side of San Josè and its locals, where you can find all the typical Costa Rican products, together in an outburst of colours and scents. You’ll also have the chance to taste the delicious fried plantains of the local culinary tradition. Address: Mercado Central Av. Central, San José, Costa Rica.

Click on the map to open it with Google Maps

We reached Alajuela in the afternoon. Based on what we have read, it’s one of the places where is more suggested to live, but we didn’t truly get excited about it. The neighbourhood seemed extremely poor and run-down to us.

The hotel we chose for the second night was the Hotel Los Alemanes Calle de Chilamate, 20804 Alajuela, Costa Rica. Email: costarica@losalemanes.de – Telephone: +506 2458 3098. We had some communications problems because the owners, who are German and moved here many years ago, could barely speak some basic English and Spanish. On the other hand, the park around the building is really astonishing. We could see squirrels and parrots playing among tree branches, dive into the swimming pool and enjoy a tasty, sustantial breakfast on the outdoor veranda in the morning.

Day 2 – Volcan Poás and Volcan Arenal

After that hearty breakfast, we left for Poás Volcan, a 2,708-metre basaltic stratovolcano. To visitors who fling themselves into discovering its craters, it appears as a magic and arcane place. Poás Volcan National Park is one of the most frequently visited natural sites in the country, due both to its undisputed beauty and its accessibility.

Following a paved road we reached the Visitor Centre, which is accessible to people with disabilities too and it’s located almost at the top of the volcano. Here you can learn about the volcano history and receive up-to-date information about the geomorphological processes that have shaped this geologic site. In the Visitor Centre you can also have a coffee, a snack, use the toilet and have a stroll around the museum where all the top attractions of the park are depicted.

Walking for about 15 minutes from the Visitor Centre you’ll reach the main crater of the Poás Volcan, one and a half km wide and characterised by a sulphurous lake which releases geyser-like gases. Its “spurts” can be even 250-metre high above level of the rain lake, but they aren’t dangerous at all. The crater is indeed at a depth of 320 metres.

It has been a dream coming true for us, since walking on an active volcano was on our bucket list #100thingstodobeforeyoudie 😀

Poás Volcan has a long history and many of its eruptions date back to eleven million years ago. More recently, the major volcanic eruptions occurred on the 25th January 1910, when the volcano emitted 640.000 tonnes of ash together with a thick column of smoke and vapour. More eruptions took place between 1952 and 1954, when the volcano scattered stones and lapilli in all the surrounding area. Lately Poás volcanic activity seems to be decreasing, even if in 1989 the National Park had to shut down for a time due to the sulphurous emissions, considered dangerous for people.

The other crater of the volcano is called Botos and, unlike the main one, it has a beautiful cold, blue-green water lake. In order to reach it you’ll need to follow the Botos Trail, where you’ll have the chance to see many species of birds. The last eruption of Botos crater dates back to about 7.000 years ago. Botos lake is connected to the nearby Rio Angel and then to the wider Rio Sarapiqui.

Except for the area right around the main crater, the park is covered in lush vegetation, where tiny wild animals live. The 79 bird species identified in the protected area can frequently be spotted, among them mythological the Resplendent Quetzal, emerald toucanets, the black Guan, hummingbirds and American robins. Not many large mammals live in Poás Volcano National Park. The Park is instead populated by several smaller, less eye-catching creatures, such as groundhogs, coyotes, rabbits, squirrels, snakes, frogs and a lot of insects. The main different areas of the park consist of rainforests, mountain rainforests and mountain moist forests.

The best time to visit the National Park is between January and April, especially in the morning, since it’s less foggy then. On unclouded days the Pacific Ocean and the Caribbean Sea can be seen from a distance, but we haven’t been so lucky. At weekends the park is crowded with tourists, so you’d better go there during the week. Be careful: the park is open from 7 am to 1:20 pm.

Once the excursion to the volcano was over, we moved to the Volcan Arenal and we had lunch at a restaurant on our way, El Sabor de la Montana, where we ate delicious traditional dishes at a very good price.

The hotel we chose for the third night was the Cabinas Los Tucanes Guesthouse  500 metros sur de la Escuela El Castillo, 21007 El Castillo de La Fortuna, Costa Rica. Email: info@arenalcabinaslostucanes.com – Telephone: +506 2479 1145.

We decided to stay there because of the view from the lake over the volcano and because it’s recommended to visit the volcano at nigh, since lava eruptions are more recurrent then. We couldn’t stay up all night long, but the following day we woke up at 5:30 pm and Arenal gave us a breathtaking panorama from the terrace that covers the underlying part of Los Tucanes.

Day 3 – Volcano Tenorio National Park Rio Celeste

After enjoying the spectacle of Volcan Arenal and a wonderful breakfast, we went to visit Volcan Tenorio National Park Rio Celeste, where the park closes at 2 pm.

Rio Celeste (Celeste River) runs through Volcan Tenorio National Park, which was opened in 1976. The park is rich in a large and varied quantity of flora and fauna, such as pumas and friendly capuchin monkeys, and boasts four volcanos and two craters, even if its main attraction is the Rio Celeste.

The colour of its water is really as beautiful as it looks like in pictures, so beautiful that it seems artificial and the temptation to dive and have a swim in the blue river is really strong. Unfortunately it’s not allowed, in order to preserve its properties and give the chance to future tourists to enjoy this astonishing natural beauty too. You could think every spot in Costa Rica has been discovered, but actually this small Central American country is still full of surprises and misteries of nature. One of these is Rio Celeste, a real natural wonder. This area, the Guanacaste Conservation Area, has been declared a UNESCO World Heritage Site in 1999.

The beautiful river and the waterfall look like a painting. At a certain point the water of this river suddenly becomes incredibly light blue and, trust me, you’ll be enchanted as we were 😍

Legend has it that Rio Celeste got its almost surrealistic shade when God dipped in it the brushes he had used to paint the blue sky.

According to scientists from the Universidad de Costa Rica, the almost surrealistic shade of Rio Celeste is not a chemical phenomenon, but an optical illusion. The researchers have discovered a whitish layer covering the rocks at the bottom of Rio Celeste, made up of aluminium, silicon and oxygen. This last one reflects the sunlight through the water, giving the river the clue colour that makes it so special to our eyes.

Keep in mind that you’ll need at least three hours at a good pace to visit all the places close to Rio Celeste. On the other hand, if you want to have a leisurely walk to watch intently the lovely, little animals around you, then the number of hours needed will increase as a consequence.

Rio Celeste and the park are in the North of Costa Rica, in a distant and sparsely populated region where buses don’t run frequently and don’t reach the park, hence you’ll need to rent a car or join a group tour to visit this place.

At the end of the visit we had lunch at the pub in the area in front of the Visitor Centre. It has been a good choice and prices where quite good.

Right after lunch we left for Monteverde, where we had dinner in a restaurant in the square, Tree House Restaurante & Cafe, on the main street, in front of the Catholic Church. The peculiarity of this restaurant is that it has been built around a beautiful tree. Excellent dinner, delicious meal, fair price. We just had to wait for a really long time, because there were a lot of customers. 

The hotel we chose there was the El Sueño B&B, Santa Elena, 51004 Monteverde Costa Rica, Costa Rica. Email: hotelelsuenocr@gmail.com – Telephone: +506 2645 5021. The building is unique, completely made out of wood and the staff is friendly. All the rooms are wooden and quite clean. Unfortunately the en suite bathroom was tiny and old-fashioned, the sink looked like the seven dwarfs’ one. Breakfast was large and very good.

Day 4 –Monteverde Cloud Forest

Warm, moist winds from the Caribbean blow over the Cordillera de Tilaran slopes and form clouds, resulting in the peculiar habitat of the Reserva Biologica Bosque Nuboso Monteverde, a typical cloud forest of Costa Rica. The Monteverde Reserve consists of 10.500 hectares (26.000 acres) with a height between 600 and 1800 metres above sea level. The reserve is named after the close town of Monteverde and was established in 1972 by George and Harriet Powell to protect the biodiversity of the area.

The thick fog laying over the whole reserve creates a suggestive, unique atmosphere. We have been thrown into a magic forest. Following the paths through the forest you can come into contact with the primordial nature. Trust us, while strolling around this jungle you’ll surely be looking for Tarzan flying among the lianas!

These pathways are well-trodden and well kept. You could just face some problems during the wet season, when the routes become muddy and impassable. During your tour you’ll have the chance to step on the famous and evocative Costa Rican hanging bridges.

Together with walking on an active volcano, this activity has been another dream coming true, since crossing one of the popular Costa Rican hanging bridges was on our bucket list #100thingstodobeforeyoudie too 😀

More than 161 species of amphibians and reptiles live in the reserve. This is worlwide known as the only habitat where the golden toad used to live before being classified as extinct in 2004. The last time it had been spotted here was in 1989. 91 species of long-distance migratory birds fly through Monteverde during their migration, after reproducing in North America. The Resplendent Quetzal, venerated by Maya, lives here too and it’s recognisable by its colourful plumage with green shades and by its crest on the top of the head. The mammal fauna that inhabits Monteverde includes marsupials, rabbits, squirrels, primates, deers, wild boars, tapirs, bats and felines.

At the end of the tour we had lunch at the buffet restaurant in the Park Visitor Centre. Also this time we found a good variety of food at average cost.

We then headed towards Playa Samara, where we stayed for three nights. We spent the nights at Locanda Samara Beach inn, 300 metr. Este de la Policia, Playa Samara, Nicoya, Guanacaste, Costa Rica. Email info@locandasamarabeach.com – Telephone. +506 26560036. The owner is Italian who moved many years ago to Playa Samara. This is an amazing, refined accommodation, where to reinvigorate your body and soul.

Day 5 to 7 – Playa Samara

Three days of complete freedom on one of the most beautiful Costa Rican beaches to recover from the many excursions and all the car journeys.

Playa Sàmara, together with Playa Nosara, are both surfing beaches. A vast expanse of white sand, a warm sea and the natural vegetation right behind the shore. What contibutes to all this beauty is that the government doesn’t authorise seaside construction. This beach is suitable for everyone, both for surfers and people like us, who just want to have a swim. Souvenir shops liven the small village of Sàmara up, together with many little restaurants along the beach, where you’ll eat very well.

Day 8 – Transfer

This has been a travel day. After a good breakfast and a quick dip in the swimming pool, we went to Quepos, a small town close to Manuel Antonio National Park. We arrived to Quepos in the afternoon and this left us plenty of time for a walk and a swim in the pool.

The hotel we chose here was the Serenity Boutique Hotel, 25 Metres West from Banco Nacional, Puntarenas, Quepos, Costa Rica. Email reservations@serenityhotelcostarica.com – Telephone. +506 2777 0572.
Nothing special, but a nice and clean place. We asked to get our first room changed, since it didn’t even have a window.

We had dinner in a restaurant right next to the hotel. We ate well at a reasonable price.

Day 9 – Manuel Antonio National Park

In the morning we got ready for a visit to the Manuel Antonio National Park. The arrival was kind of uspetting, since so many unlicensed car-park attendants went on stopping us. They have fake badges and stand in the middle of the road, saying that you’re not allowed to drive up to the entrance. It’s not true. Go ahead, the official car park is right in front of the entrance.

Manuel Antonio National Park is the most visited of all the national parks in Costa Rica. Thousands of tourists come every year to visit what is considered a paradise on earth. It’s one of the most well-known Costa Rican reserves and it overlooks the Pacific Ocean. This is also one of the places where lovely sloths can easily be seen. More than 350 bird, 109 mammal and 346 plant species inhabit the park. Its paths look like a tribute to the most beautiful fauna and flora and they lead to lovely beaches which are inside the park and can be reached only by park visitors. Here you’ll also have the chance to go snorkelling.

The best one among all the beaches here is Playa Manuel Antonio. Wild, stretching for almost a kilometre and delimited by palm trees, this is a place where you can bump into sloths and howler monkeys, between the lush vegetation and a romantic bay.

Being honest, every single corner of Manuel Antonio National Park is amazing. 132 km away from the Costa Rican capital, San José, it’s worldwide known not only due to the white beaches, but also because of its thick forest full of fascinating spots, lagoons and falls, jungle and paths through the tropical trees and because of its wildlife.

Heads tilted back, you’ll spot nice sloths hanging on the branches of really high trees, toucans, chameleons, tree frogs, the known red-eyed frogs and brightly coloured snakes.

Manuel Antonio National Park was established in 1972, when the government made an effort to protect and give to future generations one of the greatest ecosystems in the world. Even if it’s the smallest of any national Park, it’s also the most beautiful. This is due to the amazing combination of rainforest, beaches and barrier reef.

In the Manuel Antonio National Park there is also a rescue centre for abandoned sloths. Besides feeding, taking care of them and helping these still vulnerable animals become independent, the centre seeks, collects and promotes information about these typical rainforest mammals. This mammal species lives in Central and South America and they are not monkeys, as many people may think, they belong instead to the same family as anteaters and armadillos. Sloths are famous for being really slow, since they can reach a maximum speed of 0,24 km/hour. The name of the institute is The Sloth Institute (where sloth also means “slow-footed”, as the animal really is) and it also gives the chance to visitors to start long-distance adoptions.

At the end of the tour we had lunch at a place along the road to Uvita. When there, we chose a hotel close to Playa Marino Ballena, Hotel Nido del Halcon, Rd to Playa La Colonia, Puntarenas Province, Uvita, Costa Rica. Email info@hotelnidodelhalcon.com – Telephone: +506 2743 8373. We enjoyed this accommodation too: clean and tidy rooms, an excellent restaurant where we always had dinner, and a large, nice swimming pool where we spent a lot of time due to the hot weather. We stayed in Uvita two days with two specific goals: walking along the beach up to Marino Ballena and go visit Playa Tortuga Reserve.

Day 10 – Marino Ballena

We spent one of those two days having a long walk on the beach up to the end of the amazing Marino Ballena National Marine Park. It has been established to safeguard all the corals and the barrier reef that surround many of the islands off the coast. In 1989 it was declared National Park, to protect the animals which migrate to find more food or better breeding conditions.

Its name doesn’t only refer to the humpback whales that come here to reproduce, but also to Punta Uvita’s “Whale Tail”, a strip of sand stretching within a rock barrier and which looks like a whale tail at low tide.

The Ballena Marine National Park (Parque Nacional Marino Ballena) contains the largest coral reef on the Pacific side of Central America. Despite its moderate size, the reserve has a considerable importance for wildlife. It gives shelter to the whales swimming nearby in their migratory routes, to the colonies of dolphins, the turtles coming here to nest and to all the species of seabirds and land reptiles. Even if not often included in the traditional coast itinerary, it can be a really satisfying destination for those who love beaches, nature and wildlife.

At the northern far end of the park you’ll find Uvita, a small village close to lovely beaches and with an incredibly clear blue sea. Playa Uvita is a good destination to go horseback riding, scuba diving, swimming or if you just want to have a walk along a clean, sandy beach. The shore is inside the protected area of the park; hunting sea species is strictly prohibited. Snorkelling and scuba diving are among the most popular activities, as well as the guided tours to mangrove swamps, where green marine iguanas, Olive Ridley and Hawksbill turtles gather. Boat trips are an excellent chance to look at marine life and explore the seabed.

Day 11 – Playa Tortuga††† Reserve

The Playa Tortuga Reserve is a non-profit biological research and education centre established in 2009 by members of the “citizen scientists” community and by scientists involved in research and conservation. They promote a culture based on the environmental preservation in the areas influenced by the National Wetlands of the Terraba-Sierpe basin. Playa Tortuga Reserve is committed to developing and implementing conservation management solutions and projects, taking advantage of the best available science practices.

If you want to visit the reserve, which is usually not open to the public, you’ll need to make a reservation in advance sending an email to rptojochal@gmail.com specifying the date and time of your visit and the number of participants. To reach the reserve: Reserva Playa Tortuga, Centro Científico de Investigación y Conservación, Ojochal de Osa, Puerto Cortés, Puntarenas, Costa Rica. Telephone: +506 2786 5200, web page www.reservaplayatortuga.org

Tours are allowed only with the tour guide and there is no fixed price, but visitors are asked for a donation at the end of the excursion. Take note: arm yourself with an effective insect repellent, otherwise mosquitos will actually eat you alive.

Day 12 – Cartago, the former capital city

On the morning of the twelfth day we left for Cartago, the former capital city of Costa Rica. This travel has surely been the most tiring one, because we decided to cross the summit of Cordigliera di Talamanca, a Costa Rican mountain chain that reaches the height of 3.820m and it’s also the highest peak in the country. We all experienced a bit of altitude sickness with sudden headaches, but the landscapes we saw made it definitely worth it.

At the foot of the Irazù Volcano there is Cartago, the capital of Costa Rica until 1832. In 1561 the city became the Spanish colony’s capital city, when the conquistadores decided to move from the Atlantic coast towards the hinterland. Always considered one of the most beautiful cities among the Spanish colonies in Costa Rica, still today Cartago keeps its charme unchanged. Besides the surrounding environmental beauty, Cartago is a tourist destination thanks to its history too.

One of the best-known historical buildings in Cartago is the Ruinas de Santiago Apóstol. The church was built in 1635 in honour of Spain’s patron saint, but it has been repeatedly damaged by the earthquakes that hit the region over the centuries. After several attempts at reconstruction, it was permanently abandoned in 1910. The well-maintained remains of the church can be admired in the public park and they recently became a national monument.

Legend has it that the ghost of a headless minister can’t find inner peace and wanders all over the ruins of Santiago Apóstol.

An important place of pilgrimage in Cartago is the Basílica de Nuestra Señora de los Ángeles, a cathedral with amazing painted glass windows. Inside the church there is the statue of the Black Virgin, called by everybody La Negrita. Every August million of Ticos (natives of Costa Rica) come here to pray from all over the country.

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After we visited Cartago, we had lunch in a pub and we then headed towards the Volcan Irazù. We stayed at Posada Rural Casa Aquiares 200m sur del polideportivo de Aquiares, Provincia di Cartago, Turrialba, 30501, Costa Rica. Email casaaquiareslodge@gmail.com – Telephone: +506 2556 7501. Honestly, we haven’t been satisfied with this accommodation. Rooms were dirty, ants crawled undisturbed on the bed sheets, we had to clean the bathroom and the kitchen by ourselves and the swimming pool had no water in it. The staff couldn’t speak English and even paying has been difficult. To make up for it, they offered us a great breakfast. It’s a pity, because the place is so beautiful and there is an amazing veranda. There are many, beautiful butterflies in the garden and the back yard is full of pineapple plants that can be picked and eaten. It would take a very little effort to make it an excellent accommodation.

Day 13 – Volcán Irazú

After breakfast we began the climb to the crater of the Volcan Irazú, which can be done either by car or on foot. To take on this day trip you should bring along some warm clothes, since temperatures at altitudes can drop suddenly and abruptly. The route to reach the crater is one of the most evocative in the world, characterised by a breathtaking lunar landscape.

The past volcanic acivity is such that fauna and flora here are those expected to be seen in the volcanic fields. The area around the craters is covered in a low vegetation characterised by myrtle, Gunnera insignis and bushes with showy, yellow flowers. There isn’t a large variety of animal life on the top of Volcan Irazù, but you can meet some rabbits, squirrels, porcupines, acorn woodpeckers and thrushes anyway.

At 33.432m above sea level, the Irazù is the highest volcano in Costa Rica and among the most active ones. Just bear in mind, the best time of the year to visit the park is between March and April.

After the day trip to the Volcan Irazù we went back to San José and had lunch on our way. In San José we stayed in the same hotel we had chosen for the first night, Hotel Tryp San Jose Sabana 3rd Av, 38th And 40th Street, San José Pro vince, Paseo Colon, 01000, Costa Rica. Email: info@trypsabana.com – Telephone: +506 2547 2323.

Day 14 – San José

On our last day in Costa Rica, one of the lungs of the world, we woke up planning a visit to the Jade Museum, which houses an amazing collection of pre-Columbian jade artifacts and other precious stones, showing the great mastery the artisans of those ancient societies had achieved. We also wanted to visit the National Museum of Costa Rica, where large collections recall the entire history of the region, from the first human settlements to the events that led to national independence in 1823.

We haven’t done any of this. We went once again to the San José Mercado Central, the central market, where we spent all the colones we still had to buy some gifts for our friends and relatives. The souvenir we took for us is a bumper sticker with a sloth on it and written “0.01 KPH”. So funny! 😂

After lunch we headed towards the Juan Santamaría International airport to return our rental car and wait for the return flight to take off.

Costs

All in all

Costa Rica is a really beautiful country, locals are friendly and helpful, but it doesn’t mean they are all honest: be careful and check the change when you pay cash, especially if you pay in US dollars and the check is in colones.

Don’t wear jewellery or gold when you go around and don’t head out alone to remote areas at night.

Don’t expect to see paradisiacal beaches (the ones whe saw weren’t), they are beautiful but not special, but keep in mind we haven’t been on the Caribbean Coast.

The wildlife and the parks are the main attraction and definitely worth a visit. These places are so dreamlike they will make you feel like you are in a movie.

We haven’t had any problem, besides an attempted bag snatch by some mischievous monkeys in Manuel Antonio (be careful, they are really naughty) and the unauthorised car-park attendants, who were in Manuel Antonio too. They stopped us showing us fake badges, but just ignore them and go ahead to the official park, which is right in front of the entrance.

We have always found what we needed, at the chemist’s too.

Hotel facilities are a bit expensive, if compared to the services offered, but this is just our personal opinion.

We can surely say this has been a beautiful trip. It was very tiring but we have been paid back by all the beauty we could admire, not least the view enjoyed by the plane while flying back home.

Lastly, if you are looking for some relax, this is not the trip for you. It would really be a pity not to walk, wander through and look at all these places (we covered a bit less than 1.300 km).

Road trip

If you’d like to see all the pictures we took in Costa Rica, follow these hashtags: #ingiroingiro #costarica #caribe

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