Castel del Monte: la “capitale dei pastori” tra i Borghi più belli d’Italia

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Castel del Monte è un borgo da favola che si trova in Abruzzo, in provincia de L’Aquila ed il toponimo Castellum de Montis rende chiaramente l’idea di centro fortificato incastonato tra le montagne, si tratta infatti di un borgo che si è fermato nel tempo. Castel del Monte fa parte dei “Borghi più belli d’Italia” e si trova nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

La paura degli assalti esterni, il bisogno di sicurezza, la ricerca di protezione, sono i sentimenti primordiali che hanno dato origine a Castel del Monte. Una storia millenaria iniziata quando gli abitanti della Città delle Tre Corone, costretti a fuggire per difendersi dalle continue scorrerie dei barbari, si rifugiarono in un centro fortificato incastonato tra le montagne, dando vita all’antico Ricetto, il primo centro storico alla sommità del paese. Gli studi, le ricerche e gli scavi archeologici hanno riportato alla luce i segni di un passato che trova le sue origini nel Piano di San Marco, una piccola depressione carsica, sede di un antico pagus romano della repubblica di Peltuinum.

Monete, iscrizioni su pietra, urne funerarie, raccontano una storia iniziata dall’XI secolo prima di Cristo, mentre la superba architettura del borgo tiene vivo un passato più recente. Le opere d’arte che il paese custodisce ricordano le diverse influenze delle famiglie che l’hanno dominato, i Conti di Acquaviva, gli Sforza, i Piccolomini e i Medici, Signori di Firenze che hanno scritto due secoli di storia. E ancora i Borboni fino all’Unità d’Italia nel 1861, quando il paese è preda del brigantaggio.

In questo scenario storico si disegna la vita di un popolo di pastori e agricoltori che ha saputo trarre dalle difficoltà di sopravvivenza di un territorio aspro e isolato, un’occasione di ricchezza. Le sue stradine, i dintorni e le torri rimaste invariate nei secoli, attraggono turisti e registi che, per le loro scene cinematografiche, trovano questo set naturale praticamente pronto.

Cosa vedere

Il Borgo Antico

Costruito per essere un solido rifugio il paese non ha una vera e propria cinta muraria, è la disposizione stessa dell’edificato a dare sicurezza, con quattro torrioni lungo il perimetro e un reticolo di viuzze strette interne, esigue piazzette aperte ed edifici perimetrali a schiera continua che si rincorrono seguendo le curve di livello del terreno. Si tratta delle case mura, edifici abitativi con funzione difensiva che proteggevano l’accesso al paese con cinque porte in legno pesante, rafforzate con lamine di ferro e grossi catenacci. Era compito del sagrestano della chiesa Matrice aprirle all’alba, dopo l’Angelus e chiuderle la sera, dopo l’Ave Maria.

La passeggiata nel borgo offre scorci davvero suggestivi, con i monumentali palazzi che ricordano la maestosità degli uomini che li hanno costruiti, le tante chiese che fanno rivivere gli antichi fasti e i musei della cultura contadina che, in un percorso oggi valorizzato da opere d’arte a cielo aperto, raccontano di una storia non molto lontana.

Un capolavoro di architettura in cui l’ingegno dell’uomo ha saputo risolvere la mancanza di spazio, problema tipico dei paesi fortificati d’alta quota. Di alta ingegneria sono, di fatto, gli sporti che coprono le vie e sui quali si sviluppano le abitazioni. Vere e proprie gallerie che caratterizzano il borgo e sembrano custodire l’anima più segreta del paese.

Il percorso museale

Il “Paese dipinto” – così denominato a causa delle diverse intensità dei colori delle mura del borgo che cambiano al mutare della luce del sole – è il percorso a ritroso nel tempo per ritrovare le antiche origini e annunciare, attraverso le opere degli artisti, i Musei di Arte Contadina.

Il Teatro comunale

Intitolato a Francesco Giuliani, pastore-poeta e scultore del legno; aveva imparato a leggere e scrivere da solo e leggeva l’Orlando Furioso e la Gerusalemme Liberata durante i lunghi e noiosi periodi di custodia del gregge e della transumanza. Nei suoi diari (pubblicati con il titolo di “Se ascoltar vi piace”) ha annotato storia, tradizioni e costumi della comunità di Castel del Monte, tra i quali il “Rito dei sette sporti”, da cui ha preso spunto la famosa manifestazione de “La notte delle streghe” che ogni anno attrae migliaia di turisti.

La Torre di avvistamento

Venne trasformata in una torre campanaria, continuando a svolgere l’originaria funzione di avvistamento fino alla metà del XIX secolo.

Il Museo del Lavoro nei Campi

Nel Museo sono raccolti tutti gli strumenti utilizzati per la coltivazione della terra. Infatti, sebbene le attività economiche principali di Castel del Monte siano sempre state l’allevamento ovino, la lavorazione dei formaggi e della lana, l’attività agricola ha sempre avuto un’indiscussa rilevanza. Le produzioni locali hanno anche caratterizzato fortemente la gastronomia tipica: patate, legumi e verdure anche particolari come i “volacri” che ancora si raccolgono a primavera negli stazzi montani.

Il Museo della Pastorizia

Allestito in un vecchio deposito, racconta di un’economia rurale basata sull’allevamento del bestiame e di una produzione, di tipo familiare, che traeva dalla natura tutto il necessario. Cibo, vestiario e oggetti. Intrecci e intagli preziosi che i pastori lavoravano durante le soste del gregge per il pascolo. Ricordi di una tradizione pastorale e di genti transumanti che trasferivano in autunno le greggi dai monti alle lontane pianure pugliesi, lungo le antichissime vie dei tratturi (i tratturi: ricalcano quasi pedissequamente il preesistente reticolato viario romano e poi medioevale. Questi venivano percorsi per permettere alle greggi di spostarsi dai pascoli d’alta quota di Campo Imperatore verso il Tavoliere delle Puglie nei rigidi mesi invernali).

Il corredo del pastore, conservato nel museo, era frutto delle abilità artigianali ed era preparato con tessuti confezionati con la lana delle pecore, con legno lavorato e trattato per l’attrezzatura da lavoro.

Il museo custodisce anche un ritratto di Francesco Giuliani, celebre pastore castellese, poeta e scultore del legno, vissuto dal 1890 al 1970. I suoi scritti sono un concentrato di storia, tradizioni e costumi della comunità. Durante la Transumanza egli leggeva, per i compagni di viaggio analfabeti, l’Orlando Furioso e la Gerusalemme Liberata, opere di gesta eroiche particolarmente gradite ai pastori.

Il Museo dell’Arte della Lana

Conserva antichi telai, arcolai, importanti strumenti di lavoro e un vasto campionario dell’artigianato tessile locale, dal vello al tessuto, dagli abiti alle coperte. L’ambiente suggestivo incanta il visitatore che rimane affascinato da questo luogo. La forza di questa gente ha saputo rispondere alle difficoltà di sopravvivenza di un territorio impervio e isolato dai monti. La transumanza era un’occasione di scambi, non solo culturali, ma anche di commercio.

Il Museo della Casa Antica

Le abitudini di vita delle famiglie, fino alla prima metà del XX secolo, si possono vedere in questo museo. Si tratta di una ricostruzione degli ambienti, degli arredi e degli oggetti di un’abitazione tipica castellana. Tutto è curato con attenzione, entrando nella casa si ha la sensazione che vi abiti ancora qualcuno. L’arredamento e gli oggetti esposti fanno pensare ad una vita semplice, in una società patriarcale che riservava alle donne un ruolo di primo piano nelle famiglie, soprattutto per le lunghe assenze dei mariti da casa. Donne forti quindi, in grado di sostituire gli uomini nei duri lavori dei campi ma anche nella lavorazione della lana, oltre a portare avanti le ordinarie mansioni domestiche.

Il Museo del Forno del Ballo

Il nome deriva dal fatto che le signore che aspettavano il proprio turno per la cottura del pane, ingannavano il tempo raccontando storie, pettegolezzi e danzando nello spazio antistante. Le donne animavano il paese per buona parte dell’anno quando gli uomini partivano per la Puglia. Allora cuocere il pane, fare il bucato nelle “callare”, andare a prendere l’acqua alla fonte con la conca, diventavano un motivo di aggregazione, occasioni per socializzare, scherzare e stare insieme.

Le chiese

Vi sono moltissime chiese che noi, purtroppo non abbiamo potuto visitare perché chiuse nel periodo in cui abbiamo soggiornato.

La Chiesa di S. Marco, sede della parrocchia, è per importanza e grandezza, la prima chiesa del paese. In origine era una cappella interna all’antico castello. Sull’altare della Chiesa è scolpito lo stemma di Castel del Monte (una torre su cinque colli) che è la più antica rappresentazione dello stemma del paese.

La Chiesa della Madonna del Suffragio, sorge ai piedi del paese, quasi a strapiombo sulla sottostante Valle di Germano. Legata al mondo ed ai ritmi della transumanza, la Chiesa della Madonna del Suffragio, ogni anno salutava il ritorno dei pastori con la solenne processione del 2 luglio, infatti, ai più, è nota come “Chiesa della Madonna dei Pastori”.

La Chiesa di Santa Caterina, nascosta tra le case del centro storico lungo l’antica via della Taverna. E’ quasi impossibile datarne l’origine dato che la Chiesa, forse riadattata su edifici precedenti, sul finire del XVIII secolo venne notevolmente rimaneggiata fio ad assumere l’aspetto attuale.

La piccola Chiesetta di S. Rocco, nata dalla trasformazione di uno dei principali bastioni della cinta muraria; al termine della pestilenza che nel 1656 colpì il paese, i sopravvissuti al contagio vollero dedicare una chiesa a S. Rocco, protettore contro la peste.

La Chiesa di S. Donato fuori dalla mura. Vescovo di Arezzo, martire e patrono principale di Castel del Monte. Questa chiesa, risalente all’anno 1000, prese il posto di un edificio di culto ancora più antico dedicato al Santo, che sorgeva alle falde di Monte Bolza, in una Località detta appunto S. Donato Vecchio.

Cosa comprare

Castel del Monte conserva una produzione ovina di qualità, dal pecorino ottenuto da latte rigorosamente crudo alla ricotta, dal raro “marcetto” – squisita crema piccante di formaggio pecorino fermentato – alla “chiaranese”, carne di pecora cotta lentamente in grossi recipienti secondo l’uso dei pastori.

Curiosità

Il Paese ha la forma di una stella

Guardando Castel del Monte da lontano si nota che le costruzioni seguono le curve del livello del terreno e sfruttano le cinque alture che lo circondano creando così la forma di una stella. Lo stemma del Comune rappresenta la torre del paese cinta dalle mura, posta su cinque colli o, secondo altre versioni, sulle antiche cinque porte d’ingresso.

La credenza nelle streghe

Fino alla prima metà del secolo scorso era viva in paese la credenza nelle streghe: si tratta di un misto tra credenze, superstizione e religiosità tipica del mondo contadino. In particolare si pensava che quando un bambino stava male (viste le scarse conoscenze mediche del tempo) e non si riusciva a guarirlo, la colpa era delle streghe che venivano a “succhiare il sangue al bambino”. Per liberarlo dal maleficio la madre, la comare di battesimo ed altre donne del vicinato facevano nove o sette, a seconda delle versioni, notti di veglia, passate le quali prendevano i panni del malato ed andavano in processione per le strade del paese. Le donne dovevano attraversare in silenzio nella stessa notte sette sporti per arrivare ad una crocevia dove i panni “posseduti” venivano battuti con un bastone e bruciati per scacciare la strega dal corpo del bambino. Qualche guarigione casuale rafforzava la credenza.

Il francobollo di Castel del Monte e la Transumanza

Nel 2004 venne emesso un francobollo da 0,45 euro sul quale era raffigurato Castel del Monte e la Transumanza. Un omaggio a un luogo in parte dimenticato e che il cinema ha aiutato a riscoprire qualche anno dopo.

Eventi e tradizioni

La Notte delle Streghe

Il borgo medievale di Castel del Monte offre uno splendido scenario artistico e paesaggistico che regala sensazioni davvero uniche. La passeggiata sotto gli sporti, per le vie del centro, trasporta il visitatore in un’atmosfera che sa di antiche credenze e tradizioni. Sospeso a metà tra la realtà e l’immaginazione, lo spirito del borgo, immutato nel tempo, si accende ogni anno, il 17 Agosto, quando si rinnova l’antico “rito delle sette sporte”, ovvero la Notte delle Streghe.

La Rassegna degli Ovini di Campo Imperatore

Distese di campi che sembrano infinite sotto lo sguardo delle vette più alte del Gran Sasso, greggi di tutte le specie radunate in un’unica piana, festa e fiera, scambi e compravendita di bestiame, mostra degli esemplari più belli, premi e musica. Tutto questo è la Piana di Campo Imperatore il 5 agosto di ogni anno, giornata dedicata alla Rassegna degli Ovini.

Il Presepe Vivente

Uno spettacolo per i più temerari, ricco di fascino e di suggestione, attende chi, sfidando la neve e le intemperie, raggiunge con gli sci o con le ciaspole la Grotta di Valianara a Campo Imperatore. Il Presepe Vivente, rievocazione della prima domenica di gennaio, è un appuntamento fisso che ha come sfondo scenografico uno splendido paesaggio montano innevato.

Le Ricorrenze Religiose

La spiritualità è forte a Castel del Monte. Gli appuntamenti religiosi richiamano in paese moltissime persone che partecipano alle funzioni. Le ricorrenze più importanti, come la Festa del Patrono S. Donato (6 e 7 agosto) e la processione della Madonna dei Pastori (8 settembre), sono seguite con devozione dai fedeli che rispettano i riti delle antiche usanze. Le processioni si svolgono, generalmente, nel centro del paese e la suggestione della luce delle candele, dei canti e della scenografia del borgo, difficilmente si può descrivere con le parole. Si tratta di ricorrenze particolarmente sentite perchè rappresentano per le persone del posto un modo per mantenere viva la cultura, i riti, i culti e le credenze che rinsaldano il legame forte tra passato, presente e futuro.

Dove dormire

Noi abbiamo scelto di dormire al B&B Rifugio del Pastore che si trova in Viale Della Vittoria 16, 67023 Castel del Monte Italia. Telefono +39 333 836 861, email info@ilrifugiodelpastore.com, sito internet https://www.ilrifugiodelpastore.com/

La signora Rita che gestisce il B&B ci ha coccolati e viziati, la sua accoglienza è impeccabile e la sua cucina buonissima. È stata sempre gentile e disponibile. Lo consigliamo vivamente!

Informazioni utili

Il punto informativo di Castel del Monte si trova in Viale della Vittoria 182, noi abbiamo prenotato il percorso museale (gratuito) telefonando al numero +39 340 729 9369. È anche possibile inviare una email all’indirizzo punto.info67023@libero.it per chiedere informazioni. Ci ha accompagnati Davide, un giovane preparatissimo e molto simpatico. È stata un’esperienza davvero suggestiva che suggeriamo a tutti di fare!

Infine, se avete ancora del tempo a disposizione, non mancate di andare a Santo Stefano di Sessanio dove si trova Rocca Calascio, il famoso castello che è stato classificato dal National Geographic tra i 15 più belli al mondo.

English version

Castel del Monte: the “capital of the shepherds” is one of the most beautiful Villages in Italy

Castel del Monteis a fairytale village in Abruzzo, in the province of L’Aquila and the place name Castellum de Montis clearly gives the idea of a fortified center nestled in the mountains. It’s a village where time seems to have stopped. Castel del Monte is part of the “most beautiful villages in Italy” and is located in the Gran Sasso and Monti della Laga National Park.

The fear of external attacks, the need for safety, the search for protection: these are the primordial feelings Castel del Monte rose from. A thousand-year old history that began when the residents of the City of the Three Crowns, forced to flee to defend themselves from the constant raids by the barbarians, took shelter in a fortified center nestled in the mountains. They created the ancient Ricetto, the first historic centre at the top of the town. Studies, research and archaeological excavations have brought to light the signs of a past that has its origins in the Piano di San Marco, a small karstic depression, home to an ancient Roman pagus of the Peltuinum republic.

Coins, stone inscriptions, funeral urns, they all tell a story that dates back to the 11th century B.C., while the superb architecture of the village keeps a more recent past alive. The works of art preserved in the town recall the different influences given by the families that dominated it: the Counts of Acquaviva, the Sforza, the Piccolominis and the Medici, the Lords of Florence who wrote two centuries of history, as well as the Bourbon, until the Unity of Italy in 1861, when the country fell prey to the brigandage.

In this historical scenario stands out the life of a village of shepherds and farmers, people who have been able to find an opportunity for wealth in the difficulties of survival in a harsh and isolated territory. Its narrow streets, the surroundings and the towers stayed unchanged over the centuries. They attract tourists and directors who find here a natural set ready for their movie scenes.

What to see

The ancient village

Built to be a solid shelter, the village doesn’t have real city walls, it’s the layout of the structure itself to ensure safety: four fortified towers along the perimeter and a network of narrow internal lanes, small open squares and terraced perimeter buildings seem to chase each other following the differences in height of the ground. These are the walled houses, residential buildings with a defensive purpose which protected the access to the village with five heavy wooden doors, reinforced with iron sheets and large bolts. It was the sacristan of the church of Matrice‘s task to open them at dawn, after the Angelus, and to close them in the evening, after the Ave Maria.

A walk in the village offers truly suggestive views, with its monumental buildings recalling the majesty of the men who built them, the many churches that regains their ancient splendour and the museums of peasant culture. In a path now enriched by open-air works of art, all these elements tell a not distant story.

An architectural masterpiece that shows how the talent of man has been able to overcome a typical problem of high-altitude fortified towns, that is the lack of space. Proof of this high engineering are the tunnels that cover the streets and on which the houses are built. Real galleries that characterize the village and somehow seem to preserve its most secret soul.

The itinerary of the museum

The “Painted village” – so called due to the different intensities of the colours of its walls which change according to the sunlight – it’s a journey back in time to find the ancient origins and to present, through the works of the artists, the Museum of Peasant Art.

The Municipal Theater

Named after Francesco Giuliani, shepherd-poet and wood sculptor; he learnt how to read and write by himself and read The Frenzy of Orlando and the Jerusalem Delivered during the long and boring periods spent with the flock and in transhumance. In his diaries (published with the title “If you please to listen”) he wrote down the history, traditions and customs of the community of Castel del Monte, including the “Rito dei sette sporti” (The ritual of the seven tunnels) that inspired the famous event “The witches’ night” which attracts thousands of tourists every year.

The lookout tower

Which was transformed into a bell tower, continuing to carry out its original sighting function until the mid-19th century.

The Museum of the Working in the Fields

The museum contains all the tools used for farming. In fact, although the main economic activities of Castel del Monte have always been sheep farming, the processing of cheese and that of wool, agriculture has always had an undiscussed relevance. The local productions characterize the typical gastronomy of this place: potatoes, legumes and also particular vegetables such as the “volacri” which are still harvested in the mountain folds in spring.

The Pastoralism Museum

Set in an old warehouse, tells about a rural economy based on livestocks and a family-based production, which took everything that was needed from nature. Food, clothing and objects. Precious weaves and carvings made by the shepherds during the flock’s stops for grazing. Memories of a pastoral tradition and of transhumant people who moved their flocks from the mountains to the far away Apulian plains in autumn, along the ancient drovers’ roads (“vie dei tratturi”: they trace quite precisely the already existing Roman and then medieval road network. They were used to allow flocks to move from the high-altitude pastures of Campo Imperatore to the Table of the Apulias in the harsh winter months).

The shepherd’s kit which is preserved in the museum, was the result of these people’s craftsmanship and was made with fabrics made out of sheep’s wool and with wood worked and treated for the work equipment.

The museum also keeps a portrait of Francesco Giuliani, a famous Castilian shepherd, poet and wood sculptor, who lived from 1890 to 1970. His writings are a heap of history, traditions and habits of the community. During the transhumance he read to his illiterate travel companions The Frenzy of Orlando and the Jerusalem Delivered, both works about heroic deeds which were particularly appreciated by the shepherds.

The Wool Art Museum

Preserves ancient looms, spinning wheels, other important work tools and a vast collection of samples of local textile crafts, from fleece to fabric, from clothes to blankets. The evocative environment enchants the visitors. These people’s strength has been able to respond to the difficulties of surviving in an impervious and isolated territory. Transhumance was a chance for exchanges, not only cultural but also trade exchanges.

The Museum of the Ancient House

Here you’ll see the lifestyle habits of the families up to the first half of the 20th century. It’s a reconstruction of the rooms, the furnishings and the item of a typical castle house. Everything has been done with extreme care and upon entering the house you get the feeling that someone still lives there. The furnishings and objects on display suggest a simple life in a patriarchal society, with husbands staying away from home for quite long periods and women who had a leading role within the family. Strong women, therefore, able to replace men in the hard work of the fields but also in the processing of wool, as well as carrying out the ordinary domestic tasks.

The Museum of the Oven of the Ball

Its name comes from the fact that the ladies who waited for their turn to cook the bread in the town’s oven spent the time telling stories, chatting and dancing. Women animated the village for most of the year, when men left for Apulia. Hence, cooking the bread, doing the laundry in the “callare“, going to get water at the spring with the basin, they all became a chance to bring together, an opportunity to socialize, joke around and be together.

The Churches

There are many churches that we unfortunately couldn’t visit, as they were closed during our staying.

The Church of St. Marc, seat of the parish, is the main church of the village due to its importance and size. Originally, it was an internal chapel of the ancient castle. The coat of arms of Castel del Monte (a tower on five hills) is carved on the altar of the Church and it’s the oldest representation of the town’s coat of arms.

The Church of the Madonna del Suffragio, stands at the foot of the town, almost overhanging the underlying Germano Valley. Close to the world and the rhythms of transhumance, this church greeted the return of the shepherds with a solemn procession on the 2nd of July every year. To the most, it’s known as the “Church of the Madonna of the Shepherds”.

The Church of St. Caterina, hidden among the houses of the historic centre along the ancient Via della Taverna. It’s almost impossible to date its origin as the church, perhaps adapted from previous constructions, was considerably remodeled at the end of the 18th century.

The small Church of St. Rocco, born from the transformation of one of the main bastions of the city walls; at the end of the plague that hit the town in 1656, the survivors from the infection wanted to dedicate a church to S. Rocco, protector against the plague.

The Church of St. Donato outside the walls. Bishop of Arezzo, martyr and main patron of Castel del Monte. This church dates back to the year 1000 and took the place of an even older cult building dedicated to the Saint, which stood at the slopes of Monte Bolza, in a location called St. Donato Vecchio.

What to buy

Castel del Monte maintains a quality sheep’s production, from pecorino cheese produced with rigorously raw milk to ricotta, from the rare “marcetto” – an exquisite spicy cream of fermented pecorino cheese – to “chiaranese sheep meat cooked slowly in large containers, according to the use of shepherds.

Interesting facts

The village has the shape of a star

Looking at Castel del Monte from afar, you can see the buildings follow the curves of the ground and take advantage of the five hills that surround it thus creating the shape of a star. The coat of arms of the municipality represents the tower of the town, surrounded by the city walls placed on five hills or, according to other versions, on the ancient five entrance doors.

The belief in witches

Until the first half of the last century the belief in witches was still alive in the village: it’s a mixture of belief, superstition and religiousness typical of the peasant world. In particular, it was thought that when a child was sick (given the poor medical knowledge of the time) and nothing could heal him, it was because of the witches who came to “suck the blood of the child”. To free him or her from evil, the mother, the baptismal mistress and other women from the neighbourhood used to keep vigil for nine or seven nights, depending on the version, after which they took the clothes of the patient and went in procession through the streets of the town. The women had to cross seven “sporti” (peculiar tunnels connecting different areas of the village) in silence on the same night to get to a crossroads where the “possessed” clothes were beaten with a stick and burned to drive the witch out of the child’s body. Some random healing strengthened the belief.

The stamp of Castel del Monte and the Pastoralism

In 2004 a 0,45-euro stamp with the Castel del Monte and the Pastoralism (Transumanza) on it was issued. A tribute to a partially forgotten place, which was rediscovered a few years later thanks to the film industry.

Events and traditions

The Night of the Witches

The medieval village of Castel del Monte offers an amazing artistic and landscape scenario that gives truly unique sensations. The walk across the tunnels (“sporti) and through the streets of the centre, carries the visitor into an atmosphere of ancient beliefs and traditions. Suspended halfway between reality and imagination, the unchanged spirit of the village emerges every year, on the 17th of August, when the ancient “Ritual of the seven tunnels”, or the Night of the Witches, is renewed.

The Exposition of the Sheep of Campo Imperatore

Wide stretches of fields that seem endless under the gaze of the highest peaks of the Gran Sasso, flocks of all species gathered in one plain, feast and fair, exchanges and sales of cattle, the exhibition of the most beautiful animals, prizes and music. Piana di Campo Imperatore on the 5th of August of each year is all this: a day dedicated to the Exposition of the Sheep.

The Living Nativity

A show full of charm for the more adventurous, awaits those who, braving the snow and the weather, get to the Grotta di Valianara in Campo Imperatore on skis or snowshoes. The Living Nativity, a re-enactment on the first Sunday of January, is a recurring event with a splendid snowy mountain landscape as a spectacular background.

Religious Anniversaries

Spirituality is strong in Castel del Monte. The religious events attract to the village many people who come to take part in the ceremonies. The most important celebrations, such as the Feast of the Patron St. Donato (6th and 7th of August) and the procession of the Madonna of the Shepherds (8th of September), are followed with devotion by the believers who respect the rituals of the ancient customs. The processions generally take place in the centre of the town and the suggestion created by the light of the candles, the songs and the view of the village can hardly be put into words. These are particularly felt anniversaries, as they represent a way for locals to keep their culture, their rites, their cults and their beliefs alive and strengthen the link between past, present and future.

Where to spend the night

We opted for sleeping at the B&B Rifugio del Pastore located in Viale Della Vittoria 16, 67023 Castel del Monte Italia. Telephone +39 333 836 861 email info@ilrifugiodelpastore.com, web site https://www.ilrifugiodelpastore.com/

Mrs Rita who runs the B&B pampered and spoiled us, her welcome is impeccable and her cuisine is exceptional. She was always kind and helpful. We highly recommend it!

Useful information

The information point in Castel del Monte is in Viale della Vittoria 182, we booked the museum route (free admission) by calling +39 340 729 9369. You can also send an email to punto.info67023@libero.it to ask for information. We were accompanied by Davide, a very well prepared and very nice young man. It was a truly suggestive experience and we suggest it to everyone!

Finally, if you still have time available, don’t miss the chance to go to Santo Stefano di Sessanio where there’s the Rocca Calascio, the famous castle included by National Geographic among the 15 most beautiful castles in the world.

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