Alla ricerca dei Mostri di Bomarzo nel Sacro Bosco, Italia

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Era da molto tempo che volevamo andare a visitare il Parco dei Mostri di Bomarzo, in molti ce lo avevano descritto come un luogo magico e unico al mondo. Un posto dove miti, leggende, mostri e personaggi della letteratura sono creazioni fatte di pietra e ricoperte di muschio. Finalmente siamo riusciti a vederlo!

Il parco dei Mostri di Bomarzo fu ideato dall’architetto Pirro Ligorio nel 1552 (forse non tutti sanno che fu lui a completare San Pietro dopo la morte di Michelangelo), che gli diede il nome di Sacro Bosco, su commissione del Principe Pier Francesco Orsini, detto Vicino, con lo scopo di dar sfogo al suo cuore distrutto dal dolore per la morte della moglie Giulia Farnese.

Dopo la morte del Principe Orsini, nel 1585, il parco fu abbandonato e nella seconda metà del Novecento fu restaurato dalla coppia Giancarlo e Tina Severi Bettini, i quali sono sepolti nel tempietto interno al parco, che forse è anche il sepolcro di Giulia Farnese.

Il bosco è abitato da statue raffiguranti soldati, mostri, figure divine ma anche draghi cinesi, elefanti giganteschi, case dall’aspetto sinistro e molto altro ancora. Scienziati, storici e filologi hanno lavorato molto per spiegare il labirinto di simboli di cui il bosco si compone ma i misteri sono rimasti talmente tanti che uno schema interpretativo universale non è stato ancora trovato.

Link Google Maps

Si trova vicino dell’omonima località di Bomarzo in provincia di Viterbo. Per raggiungerlo si può usare l’autostrada del Sole A1 utilizzando le uscite di Orte da sud e Attigliano sia da nord che da sud per poi seguire le indicazioni locali presenti lungo la strada. Noi abbiamo utilizzato google maps come navigatore impostando queste coordinate: latitudine N 42° 48′ 95″, longitudine E 12° 24′ 82″. All’arrivo abbiamo trovato un parcheggio gratuito (non custodito) e assieme al biglietto di ingresso ci hanno consegnato una mappa contenente i numeri delle opere.

L’ingresso si varca passando sotto ad un arco merlato che vi trasmetterà la sensazione di entrare in un altro mondo e da qui inizia il percorso suggerito dalla mappa che vi suggeriamo di seguire per non perdere le sculture che si celano tra le fronde.

1 – Le Sfingi. Appena entrati troverete due Sfingi, rappresentate da donne con il corpo di leone, che simbolicamente sono a guardia del parco. Sotto la sfinge di sinistra si legge: “Chi con ciglia inarcate et labbra strette non ha per questo loco manco ammira le famose del mondo Molisette”, mentre sotto la Sfinge di destra si legge: “Tu ch(e) entri qua p(c)on mente parte a parte et dimmi poi se tante maraviglie si en fatte per incanto o pur per arte”.

2 – La testa del Pan Giano. Prestate attenzione a questa statua perchè è talmente piccola che rischia di passare inosservata. Un tempo, sempre all’ingresso, erano presenti tutta una serie di teste raffiguranti alcuni antichi Dei come Saturno, Fauno, Evandro e la triplice testa di Ecate, ora rimossi o spostati.

3 – Proteo Glauco. È il primo mostro che si trova entrando è la testa di Proteo, rappresentata con una gigantesca maschera dalla bocca spalancata. Questa statua rappresenta anche la testa di Glauco, il pescatore diventato Dio marino dopo aver mangiato un’erba magica.

4 – Cascata. A sinistra della maschera di Proteo Glauco, la mappa indica la presenza di una cascatella sul fosso della Concia che effettivamente sentirete, se il silenzio lo consente, ma la vedrete solo scavalcando.

5 – Il Mausoleo. Del Mausoleo resta molto poco, lo troverete rovesciato e mezzo distrutto, ai fianchi del guerriero si vede una ninfa marina.

6 – Ercole e Caco. Bellissimi. Qui è rappresentato uno dei temi ricorrenti in tutto il giardino: la lotta del bene contro il male, la lotta tra i giganti, la lotta tra Ercole, l’eroe mitologico, che uccide, squartandolo a mani nude, Caco. Accanto alla statua c’è un’interessante scritta che in parte ne spiega il significato: “Se Rodi altier già del suo colosso pur di quest il mio bosco ancho si gloria e per più non poter fo quanto posso”.

7 – La Tartaruga. Sarete rapiti dalla bellezza dell’enorme tartaruga che sorregge sul suo dorso la Nike, Dea alata della vittoria, personaggio della mitologia greca. La tartaruga è simbolo di stabilità e di longevità, rappresenta l’unione tra la terra e il cielo. Quest’opera rappresenta il passaggio verso la purificazione e la donna alata è l’apice di questa trasformazione.

8 – L’Orca. Si tratta di una grossa orca, o balena, che emerge dalla terra. Noterete che la Tartaruga e l’Orca sembrano fissarsi reciprocamente.

9 – La fontana di Pegaso. La vasca di una fontana da cui emerge la figura di Pegaso. Il cavallo alato simboleggia la passionalità e dell’impetuosità istintiva che può essere dominata dalla volontà spirituale dell’uomo (rappresentata dalle sue ali). Noterete che, sia Pegaso sia la tartaruga, guardano nella stessa direzione.

10 – Le Grazie. Un grande ambiente a vasca che ricalca i ninfei d’età greco-romana, decorato con le figure delle tre Grazie e di tre ninfe.

11 – Ninfeo. Il ninfeo riporta una scritta incompleta: “L’antro la fonte il li […] Et d’ogni oscuro pensier gl […] m […] com” che rimane un mistero per i comuni mortali come noi.

12 – La Fontana dei Delfini. È una fontana ornata da figure di delfini, vi invitiamo a cercare il tritone che giace ai piedi della fontana.

13 – Venere (o Iside). Si tratta di una colossale scultura della Dea greco romana Venere, o della Iside egizia su una grossa conchiglia. La Venere è vestita come una antica matrona romana, ma ha i lineamenti delle donne della Tuscia. Accanto alla Venere potete vedere anche uno splendido mascherone.

14 – Il Teatro. A poca distanza dal Ninfeo, troverete un altro ambiente di matrice classica: il teatro. In realtà si tratta di una riproduzione molto piccola dell’esedra del palcoscenico con davanti una linea di obelischi e sopra le teste dei vari Dei che prima erano all’ingresso del parco.

15 – La Casa Pendente. Questa casa storta costruita sopra un masso inclinato è divertentissima, la sensazione salendo al primo piano è stata incredibile, tutti abbiamo iniziato a camminare inclinati a compensare il senso di vertigine e la mancanza di equilibrio.

16 – Tomba. Struttura forse ispirata aduna tomba etrusca, volutamente rappresentato in rovina. Nel timpano sono scolpite alcune immagini a bassorilievo.

17 – Ariete. Si tratta di un ariete seduto (molto rovinato).

18 – Panca Etrusca. È una panca collocata in una nicchia, che ricalca precisamente la forma di un triclinium romano (o etrusco), sulla quale è tuttora possibile sostare e farsi delle foto. Sopra è riportata questa scritta: “Voi che pel mondo gite errando vaghi di veder maraviglie alte et stupende venite qua dove son faccie horrende elefanti, leoni, orsi, orchi et draghi”.

19 – Il vaso Cantaro. Si tratta di un enorme vaso il cui significato è controverso e potrebbe essere inteso come elemento tipico della iconografia manierista. Un’altra versione associa questa scultura al vaso che Bacco portò con sé nella discesa negli Inferi. Il tema dell’Ade è spesso rievocato in questa parte del Giardino (l’Orco, Plutone, Cerbero) e potrebbe confermare questa seconda ipotesi.

20 – L’Orco. Sicuramente la figura più celebre del Parco e suo simbolo, è un grande faccione di pietra con la bocca spalancata, in realtà è una camera scavata nel tufo. Per mezzo di alcuni gradini si può entrare al suo interno, dove sono collocate delle panche e un tavolo. Data la forma dell’ambiente, le voci di coloro che vi entrano sono amplificate e distorte, creando un effetto spaventoso. Prestate attenzione all’ingresso dove si legge la scritta: “Ogni pensiero vola”. Qui armatevi di tanta pazienza perchè la fila per fare una foto è lunghissima.

21 – Il Drago. Più precisamente si tratta di una vivierna (creatura leggendaria rappresentata come un rettile alato bipede), un mostro rettiliforme che lotta contro tre animali, un cane, un leone ed un lupo, purtroppo non più riconoscibili.

22 – L’Elefante. Un maestoso elefante che porta sulla schiena una grossa torre e nella proboscide tiene un legionario romano, quasi a volerlo stritolare. Sembra un riferimento all’impresa di Annibale durante le guerre puniche.

23 – Cerere. La Dea grande nutrice di Roma. Dea delle messi e madre di Proserpina, è rappresentata come una gigantesca donna con un cesto di spighe sul capo e nelle mani una fiaccola e una cornucopia. Attorno a lei cercate le figure delle creature boschive.

24 – Piazzale dei Vasi. Un grande piazzale con enormi vasi in pietra, un tempo ornati da iscrizioni oggi non più leggibili.

25 – Nettuno. Una maestosa statua di Nettuno, dio dei Mari, adagiato su un letto d’acqua (come le divinità fluviali d’epoca romana) che tiene tra le braccia un delfino.

26 – Delfino. A destra di Nettuno potrete ammirare il grande delfino dalla bocca aperta.

27 – La Donna Dormiente. Si tratta di una ninfa gigantesca che dorme poggiata sinuosamente sul suo braccio. Data la sua presenza in questo bosco incantato è stata soprannominata “la Bella addormentata nel Bosco”.

28 – Giove Ammone. A vegliare su Venere c’è Giove Ammone. Il Mascherone con la bocca della verità.

29 – Echidna. Di fronte al Piazzale delle Pigne Echidna, ritratta come una colossale donna con due code di serpente al posto delle gambe (simile all’iconografia medievale della sirena).

30 – I Leoni. Tra Echidna e la Furia sono accucciati due Leoni: figli di Echidna e presenti nello stemma di Viterbo.

31 – La Furia. Si tratta di una donna con coda e ali di drago.

32 – Orsi araldici.

33 – Piazzale pigne. Si tratta di uno spiazzo pianeggiante, con pigne e ghiande decorative.

34 – La Proserpina. La figura dell’Ade (figura della mitologia greca), dea minore degli Inferi e regina dell’oltretomba, molto rovinata, è rappresentata come una donna a braccia aperte dal volto giovanile, la cui veste è in realtà un’ampia panca su cui è possibile sostare.

35 – Cerbero. A pochi passi da Proserpina c’è Cerbero, il cane dotato di tre teste a guardia dell’Oltretomba. Qualche dubbio su dove realmente giace l’anima della “amata” moglie morta di Vicino Orsini noi ora lo abbiamo…

36 – Il Tempio. Leggermente isolato rispetto al percorso principale del Parco si trova una singolare costruzione, un piccolo Tempio che in realtà fu costruito vent’anni dopo rispetto al resto del Parco in onore della seconda moglie di Vicino Orsini, una principessa Farnese. Il Tempio riprende forme architettoniche di diverse epoche, quella classica (frontone, colonnato e vestibolo) e quella rinascimentale (cupola). L’interno è in realtà costituito da una piccolissima aula circolare, nella quale la famiglia Bettini, che ha restaurato il complesso, ha posto una lapide alla memoria di Tina Severi Bettini, deceduta anche a causa di una contusione durante i lavori di ripristino del parco.

37 – La Rotonda. È la terrazza sul grande spiazzo sottostante, l’ultima Meraviglie del Parco dei Mostri.

Curiosità

Non tutti sanno che Salvador Dalí si innamorò di questo parco e da lui si lasciò ispirare, qui trovate il video del grande artista in visita a Bomarzo.

Anche Michelangelo Antonioni ne rimase affascinato e dedicò al parco un famoso documentario di poco meno di 10 minuti.

Conclusioni

La mappa consegnata all’ingresso non contiene spiegazioni e all’interno non troverete alcun pannello esplicativo, quindi, senza un minimo di preparazione, la visita può limitarsi a una passeggiata in un bosco ornato da statue un po’ strambe.

A volte pensiamo di non avere luoghi da visitare vicino a dove viviamo, questa non solo è una meta a portata di mano per molti romani ma lo è anche per chi arriva da fuori, è sufficiente prendere un auto a noleggio. Insomma, è ideale per tutti coloro che sono affascinati dal mondo esoterico, dalla simbologia e dalle leggende.

English version

Looking for Monsters in the Sacred Forest of Bomarzo, Italy

It was a long time that we wanted to visit the Gardens of Bomarzo, since many people had described it as a magic and unique place in the world. A place where myths, legends, monsters and fictional characters are made out of stone and covered in moss. We finally managed to see it!

The Gardens of Bomarzo were designed by the architect Pirro Ligorio in 1552 (maybe not everybody knows that he has been the one who finished Saint Peter’s after Michelangelo died), who named it Sacred Grove. The Gardens were commissioned by the Prince Francesco Orsini, also called Vicino, to vent his heartache, as his heart had been broken by his wife death, Giulia Farnese.

When Prince Orsini died, in 1585, the park was first abandoned and then restored by Giancarlo and Tina Severi in the second half of the 20th century. The couple is buried inside the temple in the park, which is maybe Giulia Farnese tomb too.

The grove is inhabited by statues of soldiers, monsters and divine figures, but also by Chinese dragons, huge elephants, sinister houses and much more. Scientists, historians and philologists worked hard to clarify the labyrinth of symbols the grove is made of, but there are still so many misteries that a general interpretative strategy hasn’t been found yet.

Link Google Maps

It is located in the area of the same name, Bomarzo, in the province of Viterbo. You can get there by car taking Autostrada del Sole and then exit at Orte if coming South and at Attigliano if coming both north and south, then follow the local signs along the road. We used Google Maps as a sat-nav, setting these geographical coordinates: latitude N 42° 48′ 95″, longitude E 12° 24′ 82″. Upon our arrival we found a free (non-monitored) parking and, together with the entrance ticket, we received a map including the numbers of the art pieces.

You need to walk under a crenellated arch to go in and this will give you the feeling of entering another kind of world. The route suggested by the map starts here and we recommend you to follow it, so you won’t miss out the sculptures hidden in the branches.

1 – Sphinxes. As soon as you get in, you’ll see two sphinxes, women with a lion’s body, which are there as guarding the entrance to the park. Below the left sphinx you can read: “He who does not go there with eyes wide open and lips sealed will not be able to admire the most wonderful marvels” and below the one on the right: “Oh ye who enter here and use thy Wit to try to understand what thou shalt see from beginning to end, tell me if so many marvels were created to make the Err or for Art”.

2 – The bust of Pan Giano. Pay attention to this statue, since it’s so small that it could pass unnoticed. Once there were many different statues at the entrance, then removed or relocated, representing ancient deities such as Saturn, Faun, Evander and the three-headed Hecate.

3 – Proteus Glaucus. The first monster you’ll see going in is the head of Proteus, portrayed as a gigantic mask with a wide open mouth. This statue alsoincludes the head of Glaucus, the fisherman who became the patron God of fishermen after eating a magical herb.

4 – Cascade. To the left of Proteus Glaucus the map shows a small waterfall over Fosso della Concia. You’ll be able to hear it, if silence allows it, but you’ll see it only if you climb over.

5 – The Mausoleum. There’s not much left of the mausoleum, you’ll find it half destroyed and crooked. Next to the warrior, there is a marine nymph.

6 – Hercules and Cacus. Beautiful. Here it’s represented one of the themes recurring throughout the Gardens: the struggle of good and evil, the struggle among giants and the struggle of Hercules, the mythical hero who dismembers Cacus with his bare hands. Next to the statue there is an interesting inscription, partially clarifying: “If Rhodes was elevated by its colossus, so this one makes now glorious my wood, but more I cannot do. I do as much as I am able to”.

7 – The tortoise. You’ll be fascinated by the beauty of the gigantic tortoise supporting Nike on its back, the winged goddess of victory in Greek mythology. The tortoise is a symbol of stability and longevity and it represents the link between the world and heaves. This work symolizes the path to purification and the winged woman is the peak of this permutation.

8 – The Ogre. It’s a very large ogre, or killer whale, coming out from the ground. You’ll notice it seems like the Tortoise and the Ogre are staring at each other.

9 – The Fountain of Pegasus, a fountain where the figure of Pegasus arises. The winged horse symbolizes the passionate nature and the spontaneous impetuosity that can be mastered through the spiritual will of man (represented by his wings). You’ll notice that both, Pegasus and the Tortoise, look in the same direction.

10 – Graces. A large tank tracing the Graeco-Roman nymphaeums, decorated with the figures of the three Graces and the three nymphs.

11 – Nymphaeum. On the nymphaeum there is part of an inscription: “L’antro la fonte il li […] Et d’ogni oscuro pensier gl […] m […] com” which still remains a mistery to us, mere mortals.

12 – Dolphins fountain. It’s a fountain decorated with figures of dolphins. We invite you to look for the Triton at the foot of the fountain.

13 – Venus (or Isis). It’s a monumental sculpture of the Graeco-Roman goddess Venus, or the Egyptian Isis, on a large shell. Venus is dressed like an ancient Roman matron, but her facial features remind us of the women from Etruscan. Next to Venus you can also see a beautiful mask.

14 – The theatre. Not far away from the nymphaeum, you’ll find another place showing a classical style: the theatre. It actually is a very small reproduction of the exedra of the proscenium, with a line of obelisks in front of it and, above them, the heads of the various gods that used to be at the entrance of the park.

15 – The Hanging House. This crooked house, built over a sloped boulder, is amusing. The feeling we got going up to the first floor was incredible, we all started walking slanting to compensate for the sense of dizziness and the lack of balance.

16 – Tomb. The structure, maybe inspired by an Etruscan tomb, appears as deliberately in ruins. Some bas-relief images are carved in the tympanum.

17 – Ram. It’s a (very ruined) seated ram.

18 – The Etruscan bench. It’s a bench located in a niche, which follows faithfully the shape of a Roman triclinium. There is an inscription above it, saying: “You who have travelled the world wishing to see great and stupendous marvels, come here, where there are horrendous faces, elephants, lions, bears, orcs and dragons”.

19 – The Jar of Cantaro. It’sa very large vase with a controversial meaning that could be seen as a typical component of the manneristic iconography. Another explanation connects this sculpture to the vase that Bacchus carried with himself to the underworld. The theme of Hades often seems as recalled in this side of the Garden (the Ogre, Pluto, Cerberus) and this could confirm the second theory.

20 – The Ogre. This is surely the most celebrated figure in the Park and its greatest symbol. It looks like a large rocky face with a wide open mouth, but it actually is a room dug in the tuff. Some steps make it possible to enter it and inside there are some benches and a table. Due to the shape of the room, the voices in there sound amplified and altered, producing a frightful effect. Pay attention to the entrance, where you can read: “All thoughts fly”. Be very patient here, since the queue to take a picture is really long.

21 – The Dragon, more precisely a wyvern (a legendary creature represented as a winged, bipedal reptile), a reptile-like monster fighting against three animals, a dog, a lion and a wolf, unfortunately unrecognisable by now.

22 – The Elephant. A huge elephant carrying a tower on its back and a Roman legionnaire in its trunk, as if it wanted to crush him. It looks like a reference to Hannibal’s feats during the Punic Wars.

23 – Ceres. The great deity, nurturer of Rome. Goddess of grain crops and mother of Proserpina, she’s represented as a woman with a basket full of spikes on her head and a torch and a cornucopia in her hands. Look for the forest figures around her.

24 – Vase square. A large square with huge stone vases, once decorated with some inscriptions, illegible by now.

25 – Neptune. A colossal statue of Neptune, god of the Seas, lying on a bed of water (like the Roman water deities), holding a dolphin in his arms.

26 – The Dolphin. To the right of Neptune, you’ll see this very large dolphin and its open mouth.

27 – The Sleeping Woman. It’s a very big nymph sinuously sleeping, leaning on her arm. Since she belongs to this enchanted forest, she got the nickname of “The Sleeping Beauty”.

28 – Jupiter Ammon. Jupiter Ammon is there, keeping an eye on Venus. The large Mask with the mouth of truth.

29 – Echidna. On the other side of the Pinecones Square stands Echidna, represented as a colossal woman with two snake tails instead of legs (like the Medieval iconography of mermaids).

30 – The Lions. Between Echidna and the Fury, there are two curled up lions: they are both Echidna‘s sons and they are represented on Viterbo coat of arms too.

31 – The Fury. It’s a woman with a dragon’s tail and wings.

32 – The heraldic Bears.

33 – Pinecones Square. It’s a large, flat open space, with ornamental pinecones and acorns.

34 – Proserpina. This goddess of the Hades (from the Greek mythology), minor goddess of the underworld and queen of the afterlife is represented by a woman whose arms are open and whose face looks young, even if the statue is very damaged. Her dress is actually a bench, where it’s possible to take a break.

35 – Cerberus. A few steps from Proserpina, you’ll find Cerberus, the three-headed dog guarding the gates of Hades. By now we have some doubts about where the soul of Vicino Orsini‘s “beloved” wife rests…

36 – The Temple. Slightly isolated from the main route through the Park, there is a singular building, a small Temple that was actually erected twenty years later than the rest of the Park, in honour of Vicino Orsini’s second wife, a Farnese princess. The Temple follows architectural styles from different ages, such as the classical antiquity (fronton, colonnade and vestibule) and the Renaissance (dome). Inside the building there is a very small round hall where the Bettini family, who restored the structure, placed a gravestone in memory of Tina Severi Bettini, dead also because of a contusion suffered during the renovation of the park.

37 – The round terrace. It’s a terrace on the large open space below, the last beauty of the Park of the Monsters.

Interesting facts

Not everybody knows that Salvador Dalì fell in love with this park and let it inspire him. Here, you can find the video of the great artist during his visit in Bomarzo.

Michelangelo Antonioni found it very fascinating too, and he made a well-known documentary of a bit less than 10 minutes on the park.

In conclusion

The map given at the entrance doesn’t include any explanation and you won’t find any informative panel inside the Park. As a consequence, if having no information at all, the visit could end up in just a walk across a grove with a lot of odd statues.

We sometimes assume there aren’t places worth a visit close to where we live, but this destination is suitable for both those coming from Rome and from other places. Renting a car will make it possible. In conclusion, it’s perfect for all those who are fascinated by esoteric world, symbolism and legends.

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